C’è anche una ferrovia che attira  Sul trenino rosso 350mila viaggiatori
Marco Ruggiu, della Ferrovia retica, lavora alla stazione di Tirano

C’è anche una ferrovia che attira

Sul trenino rosso 350mila viaggiatori

È il numero degli italiani che nel 2017 hanno scelto la tratta Tirano-Sankt Moritz. La Ferrovia retica: «Un simbolo che piace sempre di più. Tante prenotazioni da Toscana e Lazio».

Numero record di viaggiatori italiani nel 2017 sulla linea che unisce Tirano con Sankt Moritz: quasi 350mila persone. È il dato fornito da Marco Ruggiu, responsabile della movimentazione treni della Ferrovia retica, stazione di Tirano, che evidenzia – con riscontri oggettivi – l’appeal che il trenino rosso riscuote anche nel Belpaese, oltre che la positiva influenza di questo flusso per il turismo del capoluogo abduano.

«I nostri convogli sono conosciuti ormai in tutto il mondo, ma ci fa piacere l’aumento dei viaggiatori italiani - afferma Raggiu -. L’anno scorso appunto abbiamo raggiunto i 350mila viaggiatori. Per gli italiani e, in particolare, i lombardi la proposta del viaggio su questa linea è comoda, si può fare in giornata. Ci sono anche tante prenotazioni dalla Toscana o dal Lazio, nel qual caso è previsto il pernottamento. La linea che collega Tirano con Sankt Moritz è ormai diventata prettamente turistica. Ci sono treni regionali, ma ci salgono clienti provenienti da diverse nazioni, oltre che dall’Italia». Un indicatore viene dal dato fornito, qualche mese fa dal consorzio turistico Terziere Superiore, in base al quale nel 2017 sono stati registrati turisti a Tirano di 55 nazioni.

«I viaggiatori stranieri sulla stessa linea Tirano-Sankt Moritz, invece, nel 2017 sono stati 250mila, meno rispetto agli italiani, ma sempre tanti - aggiunge Raggiu -. Su tutta la linea ferroviaria, comprese Coira e Scuol, abbiamo invece 11 milioni di viaggiatori, di cui – appunto – 600mila sono sulla linea del Bernina. Mentre a Coira ci sono numerosi pendolari, da Tirano partono per lo più turisti». D’altra parte, secondo Raggiu, il trenino è un mezzo molto attrattivo, «è un prodotto che, quasi quasi, si vende da solo. Basta mettere il simbolo della carrozza rossa e lo si conosce dappertutto». Va ricordato che, quest’anno, si celebrano i dieci anni da quando la Ferrovia retica nel paesaggio Albula/Bernina è stata inserita nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco e con essa la città di Tirano, capolinea e punto di partenza della tratta del Bernina che la collega alla città di Sankt Moritz, che ne rappresenta la “Porta d’Italia”.

«Questo riconoscimento internazionale negli ultimi anni ha contribuito a generare uno sviluppo dei nostri territori in termini di presenze internazionali ed aumentato la coesione sociale tra territori di nazioni diverse fino a pochi anni fa separati da una frontiera chiusa la notte – è il pensiero del sindaco, Franco Spada -. Unesco ha valorizzato tutto questo e adesso starà a noi proseguire su questa via tracciata». Il che significa valorizzazione del territorio tiranese tramite il marchio Unesco e riuscire e “fermare” i turisti – che generalmente pernottano a Tirano una o al massimo due notti – qualche giorno in più.

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