Capannoni, stop all’ampliamento
Secondo il sindaco per il futuro ci sono spazi di manovra anche all’interno delle aree già insediate e della fase di espansione 1

Capannoni, stop all’ampliamento

Nuovo Piano di governo del territorio: Gordona non consentirà ulteriori allargamenti dell’area industriale. Il sindaco: «Buona parte della popolazione si è espressa chiaramente nel bloccare un’ulteriore espansione».

Nuovo Piano di governo del territorio previsto per la primavera del 2018 e il Comune di Gordona tira dritto sulla scelta di non consentire ulteriori ampliamenti dell’area industriale gordonese. La questione è nota e ampiamente dibattuta fin dal 2013, quando l’amministrazione allora guidata dal sindaco Mario Biavaschi approvò uno strumento urbanistico che prevedeva due fasi di espansione per l’area industriale comprensoriale. Da quel momento partì un mare di polemiche.

La minoranza, ora alla guida del Comune con il sindaco Mario Guglielmana, raccolse 850 firme tra la popolazione per dire no alla seconda fase di espansione su terreni attualmente agricoli. «La nostra volontà amministrativa - spiega il primo cittadino - è quella di governare uno sviluppo rispettoso e di tutelare le aree che costituiscono ancora un polmone naturale della nostra valle. Nell’attuale Pgt di Gordona sono previste due fasi di espansione industriale, una chiamata Fase 1 e un’altra Fase 2, che va ad occupare un’area a nord dell’attuale zona industriale tutt’ora utilizzata da agricoltori. Contro tale pianificazione, soprattutto contro la Fase 2, ricordiamo che sono state raccolte circa 850 firme nel 2013 a supporto dello stralcio dell’espansione dell’area industriale. La volontà di buona parte della popolazione di Gordona - aggiunge - si è espressa chiaramente nel bloccare un’espansione dell’area industriale che sottraesse territorio all’attività agricola a fronte di una non ben precisata domanda di nuovo insediamento industriale».

Attualmente, siamo in fase di Valutazione ambientale strategica del Piano, il Comune si sta confrontando con la Comunità montana, vista la comprensorialità del comparto.

«Abbiamo inviato una serie di osservazioni in merito alla proposta di piano di insediamento produttivo, per far presente la nostra intenzione di salvaguardia del territorio chiedendo che venisse dapprima saturata l’area industriale attuale e fosse motivata più precisamente l’esigenza di nuovo consumo di suolo perché non ci risultano nuove domande di insediamento - continua Guglielmana -. Anzi, purtroppo abbiamo assistito ad alcuni fallimenti con conseguente chiusura dello stabilimento. In questi anni sono stati effettuati degli ampliamenti di aziende già insediate».

Secondo il sindaco per il futuro ci sono spazi di manovra anche all’interno delle aree già insediate e della fase di espansione 1. «La Valchiavenna con il progetto aree interne sta tentando di fare un salto qualitativo verso il turismo, e parliamo di turismo sostenibile. Siamo fermamente convinti che questo tipo di sviluppo non possa esimersi della salvaguardia della piana. L’attività agricola costituisce ed ha costituito in passato un settore determinante per lo sviluppo e la conservazione del nostro territorio e delle nostre tradizioni. Se si leggono le ultime statistiche in merito - conclude il primo cittadino di Gordona - si ricava come l’incremento dell’occupazione giovanile registrato a livello nazionale negli ultimi anni è proprio concentrato nell’agricoltura, un settore che anche da noi potrebbe dare possibilità occupazionali ai giovani e alle donne. Per l’industria crediamo che ci siano dei margini di recupero e di efficientamento interni alla area industriale come è attualmente e come si prevede nella espansione di Fase 1, sufficienti a far fronte alla domanda di mercato attuale».


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