Cambio alla Melavì: Bruno Delle Coste verso la presidenza
Bruno Delle Coste con l’assessore regionale Gianni Fava: per Melavì cambio al vertice e nuove strategie

Cambio alla Melavì: Bruno Delle Coste verso la presidenza

Non c’è ancora la conferma ufficiale ma è il nome emerso dopo l’elezione del consiglio. Dieci i punti per migliorare il futuro del comparto.

Potrebbe essere Bruno Delle Coste, frutticoltore di Bianzone e vicepresidente uscente, il nuovo presidente di Melavì. Il nome - ancora non confermato - è emerso nelle ultime ore dopo che si è svolta l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione, mai partecipata in maniera così massiccia dai soci conferenti (272) e non conferenti (232).

Ieri mattina si è concluso il complicato conteggio dei voti che ha definito la vittoria della lista numero 1 con Bruno Delle Coste e altri 15 candidati con 290 voti di lista contro la lista numero 2 con l’ex presidente Gian Luigi Quagelli che ha totalizzato 120 voti.

Entro il fine settimana si riunirà il nuovo consiglio di amministrazione – formato da Franco Marantelli, Bruno Delle Coste, Giacomo Tognini, Martino Della Vedova, Massimo Moroni, Giambattista Pruneri, Piero Patroni, Venusia Garbellini, Antonio Garbellini, Silvano Capelli, Edoardo Micheletti, Marco Lorenzini, Dario Tegiacchi, Walter Mingardi, Valentino Mottolini e Alfredo Bondio – per la nomina del presidente e del consiglio direttivo (con uno o due vicepresidenti) che si suddividerà i compiti.

Delle Coste, per ora, non vuole rilasciare dichiarazioni, mentre parla Martino Della Vedova di Tirano, che commenta l’esito delle elezioni. «Una differenza così netta di voti è significativa – afferma -. I soci volevano un cambiamento e hanno identificato nella nostra lista, formata da 16 componenti, questa volontà. Di fatti la situazione del settore frutticolo è in sofferenza. Nessuno ha in mano la soluzione definitiva ed immediata, ma il nostro gruppo ci vuole provare. Melavì è un’azienda complessa e importante con circa 130 dipendenti, di cui una ventina fissi e gli altri stagionali. Occorre far funzionare tutto per il meglio e per il futuro del comparto».

Dieci i punti in cui è articolato il programma del nuovo consiglio di amministrazione. Innanzitutto la qualità del prodotto da migliorare ancora di più per ridurre gli scarti, poi la riorganizzazione del personale in termini di responsabilità, professionalità e formazione. Sotto l’aspetto commerciale, si punta a potenziare e migliorare le vendite a livello locale con accordi sul territorio e creando rapporti duraturi in Italia e all’estero.

Si punta a valorizzare le mele e il territorio (anche con il biologico), a migliorare la logistica, dai sistemi di movimentazione allo stoccaggio e gestione delle celle. E ancora il capitolo costi: parole chiave sono il controllo degli acquisti, la rinegoziazione annuale su acquisto di beni e servizi, l’analisi e tagli sulle attività improduttive. La sfida è costituita da nuovi prodotti e nuovi mercati con l’innovazione e la competizione su prodotti ad alto valore aggiunto. Nei confronti dei conferenti e dei soci il nuovo consiglio garantisce trasparenza e comunicazione. Infine un punto nodale: il valore delle mele. L’obiettivo è incrementare la remunerazione per chilo di mele conferite. Ad ora la liquidazione per le mele gialle, varietà Golden, è stata in media di 20 centesimi al chilogrammo, mentre le rosse, Red Delicious, hanno spuntato qualcosa in più: 26-27 centesimi di euro al chilogrammo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA