Venerdì 11 Ottobre 2013

Caccia a case fantasma

Spuntano 181 immobili

sconosciuti al Catasto

Immagine di un cantiere

Fra controlli incrociati fra mappe e immagini aeree, sopralluoghi e verifiche dettagliate, in Valtellina e Valchiavenna sono spuntati 181 immobili non dichiarati al Catasto: è il risultato a livello provinciale dell’“operazione case fantasma” che l’Agenzia delle entrate ha da poco concluso a livello regionale. Il dato arriva dalla Direzione generale Lombardia dell’Agenzia, che al termine degli accertamenti ha diffuso i numeri di un’attività di controllo che su tutto il territorio regionale ha portato «all’attribuzione a 59.346 unità immobiliari della rendita catastale complessiva di circa 75 milioni di euro», come sottolineano dagli uffici milanesi dell’ente.

Nel totale rientrano due casistiche diverse, spiegano sempre dall’Agenzia: «A 16.513 immobili che non risultavano accatastati – si legge nella comunicazione di ieri dell’ente - è stata attribuita una rendita catastale presunta per un totale di 15.686.409 euro. Sono state invece spontaneamente regolarizzate oltre 42mila unità immobiliari, sparse su tutto il territorio lombardo, per una rendita catastale definitiva complessiva di oltre 59 milioni di euro».

Numeri bassi

Scorrendo i dati suddivisi per provincia, si nota come i numeri di Sondrio siano fra i più bassi, per gli immobili “fantasma”: 181 sono quelli scoperti in Valtellina e Valchiavenna, mentre il fanalino di coda in Lombardia è Lodi con 111 fabbricati rintracciati, con rendite catastali presunte che in totale ammontano rispettivamente a 112mila euro in Valle e 78mila euro (più spiccioli) a Lodi. I fabbricati regolarizzati dai proprietari durante l’“operazione case fantasma” in Valtellina e Valchiavenna sono invece stati 344, il numero più basso fra tutte le province lombarde, con una rendita catastale complessiva di 753mila euro. I numeri più alti, in entrambe le “categorie”, riguardano la provincia di Milano, con 3.184 immobili rintracciati e oltre 10mila regolarizzati, mentre a Brescia le case fantasma scoperte dai controlli sono state più di 2.900. Anche Bergamo e Varese hanno superato quota 2000 “case fantasma” rintracciate durante l’operazione, con rispettivamente 2.231 e 2.594 immobili individuati attraverso i controlli. Controlli che, ricordano sempre dalla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate, hanno messo in campo diversi strumenti: per individuare i fabbricati esistenti sul territorio ma non dichiarati i funzionari hanno messo a confronto le mappe catastali con le immagini aeree fornite dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, «per “avvistare” in tal modo i fabbricati presenti sul territorio ma non censiti nelle banche dati catastali».

Gli accertamenti

Sugli immobili evidenziati dalle foto sono poi stati condotti accertamenti di vario tipo, seguendo le indicazioni della normativa in materia: «Il decreto legge 78/2010 – ricordano ancora dall’Agenzia - aveva previsto l’attribuzione d’ufficio di una rendita presunta agli immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati, associando agli stessi una rendita catastale provvisoria, in base a precisi parametri tecnici acquisiti anche con sopralluoghi esterni agli edifici non in regola». n

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