Birra imperdibile  La testa di malto  del Bifficio Legnone
David Cesari, titolare del Birrificio Legnone, con la guida di Slow Food Guida alle birre d’Italia 2021

Birra imperdibile

La testa di malto

del Bifficio Legnone

Citata nella guida 2021 di Slow Food «una bionda in stile boemo limpida e cristallina»

C’è anche la Testa di Malto del Birrificio Legnone nell’elenco delle “imperdibili” della Guida alle birre d’Italia 2021 di Slow Food. Nella pubblicazione, dedicata a tutti i migliori birrifici italiani e a tutte le loro produzioni, selezionate da un gruppo di oltre cento esperti collaboratori, quest’anno anche la Valtellina trova un posto di primo piano.

«La selezione è stata molto restrittiva, perché non si tratta di un semplice censimento dei birrifici artigianali d’Italia, ma dell’elenco di quelli di pregio e meritevoli di conquistare spazio nella guida perché sono in linea con i valori di Slow Food – sottolinea con soddisfazione il titolare David Cesari -. Dopo avere provato le nostre referenze nello stabilimento di Dubino, lo staff che si occupa delle recensioni ha deciso di inserirci nella guida». La Testa di Malto, si legge nel testo curato da Slow Food, «è una bionda in stile boemo limpida e cristallina». È stata apprezzata per «il naso delicato, che riporta a note di miele, erba e fiori di campo, in bocca è leggera, equilibrata, fresca e appagante e la chiusura è secca e molto pulita».

Il legame tra il birrificio di Cesari - originario di Parma - e il territorio è evidenziato sia dal nome, sia dall’utilizzo di alcune materie prime locali. Non solo l’acqua della Costiera dei Cech, che il birraio definisce «una preziosa tela bianca di alta qualità sulla quale esprimere il proprio talento», ma anche uve, mosto, miele, erbe di montagna e canapa. Per la Testa di Malto non è il primo riconoscimento, visto che qualche mese fa è stata apprezzata anche al Beer Attraction della Fiera di Rimini. «È molto appagante osservare che i nostri prodotti vengono riconosciuti e i risultati ottenuti negli ultimi anni ci permettono di avere sempre un’offerta di birre fresche, fondamentali per garantire qualità», precisa Cesari.

Nel corso del lockdown anche i birrifici artigianali hanno dovuto fare i conti con il calo dei consumi, anche se grazie alle consegne a domicilio sono state consegnate bottiglie anche nelle settimane di chiusura di pub, bar e ristoranti. «C’era una grande paura durante il periodo di emergenza – prosegue il birraio attivo a Dubino -. Però la ripartenza c’è stata ed è stata energica. La distribuzione, il contatto diretto con i clienti e gli acquisti legati alle visite allo spaccio ci hanno consentito di tornare a operare con ritmi elevati. Questo è motivo di orgoglio e di soddisfazione». Come per molte altre aziende di questo settore, anche per il Birrificio Legnone non sarà possibile raggiungere i livelli produttivi del 2019, quando dallo stabilimento erano usciti 1100 ettolitri di birra artigianale.


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