“Bentornata Frisia”. A Piuro operazione rilancio e un nuovo business
La presentazione del nuovo corso per il rilancio della fabbrica di Piuro

“Bentornata Frisia”. A Piuro operazione rilancio e un nuovo business

Presentato il nuovo corso della fabbrica. «Porteremo ai clienti acque di eccezionale qualità». Nella prima fase coinvolti 30-40 lavoratori, poi 100.

«Bentornata Frisia: speriamo di poterla bere alla Sagra dei crotti». Si è tenuta mercoledì la presentazione del nuovo corso della fabbrica di acque minerali di Santa Croce di Piuro, che ha visto impegnati nella sala della Comunità montana i vertici della società Wild waters ventures presieduta da Edouard le Marié e gli enti locali. E proprio dall’imprenditore che, insieme agli altri soci e allo staff, ha deciso di credere nel futuro delle sorgenti e dello stabilimento della Val Bregaglia italiana, partecipando all’asta delle scorse settimane, è arrivata la descrizione del progetto e degli obiettivi.

«Siamo una compagnia costituita quest’anno con una missione specifica, quella di realizzare ed espandere un nuovo modello di business nel settore dell’acqua in bottiglia - ha spiegato il responsabile dell’azienda con sede a Parigi -. Un modello che vuole portare ai clienti acque di eccezionale qualità senza, per questo, avere alcun impatto sull’ambiente e con il massimo rispetto per la comunità. Lo faremo attraverso uno sfruttamento intelligente delle risorse, proteggendo la natura e contribuendo positivamente alla vita della comunità».

Da anni la Frisia è scomparsa dagli scaffali dei supermercati e dalla tavola dei ristoranti. Ieri nella sala assemblee dell’ente comprensoriale sono ricomparse alcune bottiglie in vetro. Si è trattato di una bella sorpresa per tutti i presenti e i dirigenti hanno assicurato che è solo l’inizio di un percorso destinato a garantire soddisfazioni anche ai clienti e al mercato del lavoro locale.

«Prima di tutto investiremo nel marchio attraverso una campagna pubblicitaria che chiameremo “Bentornata Frisia”. Questa è una buona notizia per la popolazione della Valchiavenna, per i nostri clienti e per gli affezionati consumatori che, a suo tempo, hanno apprezzato la qualità dell’acqua Frisia». La crisi della società, iniziata circa sette anni fa, ha determinato prima una lunga situazione di incertezza con la cassa integrazione, poi la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di tutti i 17 dipendenti. Ora alcuni di loro sono tornati al lavoro a Santa Croce e a questi operai e impiegati si affiancheranno altri collaboratori. In una prima fase saranno coinvolti 30-40 lavoratori, poi nel giro di tre anni si punta a salire a quota cento per produrre 300milioni di bottiglie di acqua minerale. La società prevede di mettere in campo un investimento di varie decine di milioni per il miglioramento dello stabilimento.

«Possiamo annunciare di avere raggiunto un accordo con il Kur and Verkehsvererein, l’associazione dei resort di Sankt Moritz - ha chiarito il presidente -. Provvederemo ad imbottigliare acqua con il marchio “St. Moritz“, con il piano di distribuire tale prodotto nel mondo dal prossimo anno. Quest’anno l’acqua sarà disponibile solo in selezionati hotel e ristoranti della località engadinese. Entro l’ultimo quadrimestre di quest’anno abbiamo intenzione di imbottigliare acqua con entrambi i marchi, Frisia e St. Moritz. Nel 2019 investiremo per aumentare i volumi di produzione». La presentazione si è conclusa con una visita allo stabilimento, dove da tre settimane alcuni operai sono al lavoro per fare ripartire, insieme al responsabile della fabbrica, la produzione. Sono spariti alcuni dei principali segni di abbandono emersi negli anni della crisi. Probabilmente presto verranno portati via anche i resti della produzione precedente, a cominciare dalle bottiglie, perché si punterà su nuovi formati di alta qualità.


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