«Basta, bisogna rivalutare le pensioni»  Dalla Valle la protesta arriva a Roma
I pensionati tornano in piazza per chiedere la rivoluzione delle pensioni

«Basta, bisogna rivalutare le pensioni»

Dalla Valle la protesta arriva a Roma

Saranno 150 a partecipare alla manifestazione nazionale indetta per sabato. «Non servono misure estemporanee e dal Governo sono arrivati segnali negativi».

Per tornare a sbloccare, finalmente, la rivalutazione delle pensioni e per far sì che le famiglie abbiano a loro disposizione più risorse per fronteggiare, economicamente ma non solo, le difficoltà che comporta il progressivo invecchiamento della popolazione: con questi obiettivi Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per sabato a Roma una manifestazione nazionale dei pensionati.

Saranno circa 150 i valtellinesi e valchiavennaschi che in pullman, dalla provincia di Sondrio, raggiungeranno la capitale per far valere lo slogan “Dateci retta”, scelto per la manifestazione. «Ora che siamo fuori dai “fumi” della campagna elettorale - ha sottolineato Ettore Armanasco della Spi Cgil - bisogna pensare ai problemi concreti e l’invecchiamento della popolazione è uno di questi. Bisogna affrontare la questione non con misure estemporanee, ma con consapevolezza e decisione per far sì che le famiglie non si trovino poi in situazioni d’emergenza. Dal Governo, invece, sono arrivati segnali negativi visto che non è stato rispettato un accordo di due anni fa su un meccanismo per ridare potere d’acquisto alle pensioni. E, questa è una mancanza di rispetto».

«È ora - ha fatto eco Enzo Bombardieri, rappresentante della Uilp - di una rivalutazione delle pensioni: quando sono andato in pensione mi sembrava di stare bene, quasi di essere ricco. Ho lavorato per 35 anni in fabbrica e ora quasi mi vergogno di dire quanto prendo».

Il discorso delle pensioni si innesta anche con quello relativo al diritto alla salute e all’assistenza alle persone non autosufficienti con sempre più famiglie in difficoltà per i costi elevati delle cure e una rete di servizi non sempre efficace ed efficiente: «Le famiglie fanno fatica – conferma Sergio Marcelli della Fnp Cisl pensionati - ed è la loro solitudine il vero dramma. La sanità è a carico regionale, è vero, ma servono regole e paracaduti a livello nazionale perché è impensabile in Italia invecchiare in 20 modi diversi. Serve un sistema in cui le strutture funzionino oggi, ma che guardi anche al futuro e pensi pure a chi invecchierà e prenderà la pensione tra 30 anni».

E dire che, in ogni caso, in provincia di Sondrio, la situazione relativa alla sanità e all’assistenza verso le persone anziane e i pazienti cronici è per certi aspetti migliore a quella di molte altre realtà italiane: «La rete delle Rsa - evidenzia Ettore Armanasco - in provincia di Sondrio si è distinta per la qualità delle sue prestazioni e ha le rette più basse in Lombardia. I costi delle rette, comunque, vanno spesso a intaccare il “tesoretto” dei risparmi delle famiglie. Per quanto riguarda, invece, la sanità, anche in Valtellina i tagli e alcune incapacità stanno rendendo la situazione critica».

Anche per questo, al di là della manifestazione in programma sabato, le tre organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro ad Ats (Azienda di tutela della salute) della Montagna sui temi e le questioni legati proprio alla sanità.


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