Sabato 14 Dicembre 2013

Allarme sicurezza in agricoltura

«È fuorilegge il 70% delle aziende»

Il settore agricolo dà lavoro in Valle a 2.340 addetti

«In agricoltura in materia di sicurezza urge correre ai ripari: in Valtellina e Valchiavenna circa il il 70% delle aziende agricole è fuorilegge».

A lanciare l’allarme è l’Ebas, l’Ente bilaterale agricolo territoriale della Provincia di Sondrio che rappresenta il comparto provinciale e che, credendo fermamente nella cultura della sicurezza sul lavoro, invita gli imprenditori agricoli al rispetto delle norme – il decreto legislativo 81 del 2008 - avvalendosi della consulenza che Ebas offre.

«L’agricoltura è, tra gli ambiti produttivi, uno dei maggiori per l’alto rischio di infortuni gravi. Pertanto, è fondamentale avviare, anche nel settore agricolo della nostra provincia, una promozione efficace della cultura della prevenzione, sia per tutelare la salute degli operatori oltre che ridurre in modo significativo il rischio di infortuni» ha inquadrato il problema il presidente Ebas Fabio Fancoli. «Da alcuni mesi offriamo alle aziende assistenza, un’opera di consulenza mirata e finalizzata alla sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro, ma si ha l’impressione che certe aziende percepiscano questa attività dell’Ente bilaterale come un ulteriore balzello della spesa». Mentre in realtà, sostiene il numero uno Ebas, «offriamo sicurezza a basso costo se si considera che, affidandosi a noi, una qualsiasi azienda agricola spende un quinto in meno di quanto spenderebbe se dovesse badarci personalmente».

In soldoni con Ebas verrebbe a costare circa 500 euro il supporto rivolto alle imprese agricole e ai lavoratori anche per “aiutarle” a districarsi nel difficile compito di applicazione del decreto 81, con la finalità di porre in essere un sistema di tutela e di sicurezza secondo la legge. 500 euro che possono lievitare a 2.500 euro se le imprese dovessero arrangiarsi. È da sottolineare che l’inosservanza delle disposizioni del decreto 81, relative agli obblighi e agli adempimenti dei datori di lavoro, espone questi ultimi a sanzioni pesantissime anche di carattere penale con la previsione dell’arresto fino a otto mesi e sanzioni pecuniarie di rilevante entità.

«Un settore come quello agricolo - ha preso la parola il segretario della Flai Cgil Vittorio Boscacci snocciolando dati - è come una grossa azienda che sta reggendo bene dentro questa grande crisi» e dà da lavorare a «510 lavoratori a tempo determinato a cui si aggiungono 1.680 lavoratori stagionali e 150 impiegati, per un totale di 2.340 addetti».

Lavoratori che devono essere messi nelle condizioni di operare sicuri «perché dove si lavora con più sicurezza, si lavora meglio e si produce di più, evitando sanzioni e rispondendo a quanto sancito dalle normative» la sottolineatura di Donatella Canclini, vice presidente Ebas che ha rimarcato il lavoro offerto e svolto «dai nostri 2 Rlst (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale), Pierangelo Nolo Belina e Michele Fedele «una vera squadra competente e professionale» ha puntualizzato Daniela Barri, responsabile del sindacato alimentare della Cisl.

Per illustrare tutti i servizi a disposizione delle aziende, ma soprattutto dei lavoratori agricoli, Ebas è approdato in Rete con un nuovo sito internet (www.ebassondrio.it) dove, ad esempio nella sezione “Prestazioni” le aziende potranno trovare e scaricare i moduli di richiesta per le integrazioni sia per operai fissi che avventizi, insieme ai modelli di richiesta di rimborso per prestazioni straordinarie. n 

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