Alimentaristi, c’è il nuovo contratto. In busta paga ci saranno 105 euro in più
Il settore alimentare in Valle annovera diverse aziende e circa duemila dipendenti

Alimentaristi, c’è il nuovo contratto. In busta paga ci saranno 105 euro in più

L’intesa è stata raggiunta dopo lo sciopero della scorsa settimana. I sindacati esultano: «Un grande risultato in un negoziato difficile e tortuoso».

Ecco il contratto degli alimentaristi. Dopo lo sciopero delle scorse settimane è arrivata l’intesa per il rinnovo che porterà in busta paga 105 euro nel giro di quattro anni. L’accordo è stato raggiunto venerdì pomeriggio. L’aumento per il quadriennio 2016-2019 è di 105 euro, di cui 35 euro nel 2016.

Ne danno notizia i sindacati di categoria, Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil. Quest’intesa interessa oltre 400mila lavoratori a livello nazionale e ben duemila persone in provincia di Sondrio. Secondo i sindacati si tratta di un grande risultato, in un negoziato difficile e tortuoso, sostenuto con la mobilitazione dei lavoratori e la battaglia unitaria delle loro organizzazioni.

«È stato un rinnovo segnato dall’inclusività, un documento che recepisce lo spirito e le linee contenute nella proposta di un nuovo modello contrattuale avanzata nelle scorse settimane da Cgil, Cisl e Uil», rilevano i segretari di categoria Vittorio Boscacci (Flai), Daniele Tavasci (Fai) e Donatella Canclini (Uila).

L’aspetto centrale è un aumento salariale di 105 euro, una cifra che dimostra la buona salute del comparto e la valenza del lavoro svolto dai sindacati. In busta paga arrivano venti euro da gennaio e altri quindici si aggiungeranno a ottobre. Poi l’anno prossimo le paghe aumenteranno di altri venti euro a ottobre e nel 2018 ce ne saranno altri 25 nello stesso mese. L’ultimo aumento – di altri 25 euro – è in programma per settembre 2019.

Sono previsti anche dei cambiamenti a livello normativo. L’elenco comprende il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito, per assicurare a tutti gli stessi diritti in termini di sicurezza sul luogo di lavoro, l’inclusione dei lavoratori stagionali storici nei processi di stabilizzazione, l’importanza della contrattazione di secondo livello e la creazione del fondo per chi è stato licenziato e per la trasformazioni volontarie in part time, creando una sorta di ponte generazionale in grado di produrre vera e reale occupazione.

Un aspetto molto significativo è il congedo retribuito per le donne vittime di violenza da tre a sei mesi, raddoppiando quindi quanto previsto dalla normativa dello scorso anno. «Questi sono alcuni punti qualificanti di un rinnovo contrattuale con il quale, grazie allo straordinario coinvolgimento e partecipazione di tutti i lavoratori alle quattro ore di sciopero delle scorse settimane, siamo riusciti a ottenere una risposta concreta rispetto al valore del contratto nazionale di lavoro. Questo contratto guarda al futuro, alla partecipazione e alla professionalità di tutti i lavoratori che con il loro contributo fanno grande un settore come quello dell’industria alimentare, volano per l’economia del Paese e fiore all’occhiello del nostro Made in Italy». Nelle prossime settimane verranno effettuate le assemblee per spiegare il nuovo contratto.


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