Al via le iscrizioni e le borse di studio nell’agroalimentare
Franco Moro guida la Fondazione Istituto tecnico superiore per l’innovazione del sistema agroalimentare

Al via le iscrizioni e le borse di studio nell’agroalimentare

Post-diploma Its. Entro la data di venerdì 20 settembre gli aspiranti studenti dovranno inoltrare la domanda. Il presidente Moro: «Competenze sempre più richieste».

Al via le iscrizioni al nuovo anno accademico del corso post-diploma Its Tecnico superiore specializzato nell’innovazione della filiera agroalimentare, nel controllo qualità e nella gestione della produzione di Sondrio, giunto alla seconda edizione dopo il debutto nell’autunno 2018. Questo non è però l’unico bando pubblicato ieri sulla pagina web all’indirizzo http://www.fondazioneagroalimentareits.it, perché si sono anche aperti i termini per presentare la candidatura per le dieci borse di studio, finanziate dalla Camera di commercio. Ma procediamo con ordine: entro venerdì 20 settembre gli aspiranti studenti in possesso di diploma di scuola superiore, intenzionati a iniziare questo innovativo percorso biennale di alta specializzazione in un settore importante nella nostra realtà locale, dovranno inoltrare la domanda per partecipare alla selezione, indispensabile per formare la classe che affronterà l’anno formativo 2019-2020 dal prossimo autunno.

Due sono invece le scadenze da segnare in rosso sul calendario per le borse di studio, ciascun dal valore di 500 euro, somma che copre la retta di iscrizione. Hanno tempo dall’1 al 31 ottobre prossimo gli studenti che hanno già frequentato il primo anno, mentre per le matricole i termini sono compresi tra l’1 e il 24 aprile 2020.

Attivo all’istituto tecnico agrario (Itas) del convitto Piazzi - è l’ente di riferimento per questo progetto coordinato da Confindustria Lecco e Sondrio -, questo percorso rilascia un titolo di studio riconosciuto in tutta l’Unione europea, in un ambito in cui gli sbocchi occupazionali sono elevati, come non manca di sottolineare Franco Moro, presidente della Fondazione Istituto tecnico superiore per l’innovazione del sistema agroalimentare: «Nei prossimi cinque anni, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, per l’industria alimentare italiana è stimato un fabbisogno occupazionale di 43.540 unità; il 7% di queste, ovvero oltre 3mila persone, dovranno essere laureati o diplomati Its» snocciola dati a conferma di quanto ambito sia dalle aziende personale in possesso di questo titolo di studio.

«Altro non è che una conferma di quello che vediamo ogni giorno nelle nostre aziende, costantemente alla ricerca di competenze sempre più specialistiche. Competenze che, se continua il trend attuale, sarà difficile reperire in futuro come lo è oggi, considerando la nota distanza tra le skill disponibili e quelle effettivamente richieste dal comparto e, in generale, dal manifatturiero». Una parziale soluzione è proposta sicuramente negli Its – ne è convinto Moro -, che nascono «proprio a partire da un forte sodalizio con il mondo produttivo e che, proprio per questo, sosteniamo anche sul nostro territorio, dove la carenza di risorse umane con formazione specialistica si fa sentire. Siamo fortemente convinti che l’Its nato a Sondrio sia un’ottima chance anche per i giovani in cerca di sbocchi per il futuro, che oggi ha un valore moltiplicato dalla disponibilità delle borse di studio».


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