Affitti brevi, si cambia, un codice e multe  per battere gli abusivi
L’assessore Mauro Parolini nello stand della Regione alla Borsa internazionale del turismo (Bit) (Foto by archivio)

Affitti brevi, si cambia, un codice e multe

per battere gli abusivi

Ok al progetto di legge in Regione: il “Cir” è una sorta di tracciabilità che rende finalmente possibili dei controlli efficaci. L’obiettivo: fermare la concorrenza sleale nel settore.

«L’introduzione del codice identificativo, a cui sto lavorando da tempo, rappresenta una garanzia di trasparenza per tutti: per i Comuni che devono effettuare i controlli e per gli stessi portali di sharing economy. Non aggiunge oneri e adempimenti particolari ai proprietari, ma contribuisce a creare un contesto di chiarezza e tutela anche i turisti che scelgono questa tipologia di accoglienza».

È quanto ha ribadito ieri l’assessore allo Sviluppo economico Mauro Parolini, commentando l’approvazione del consiglio regionale della Lombardia del progetto di legge che istituisce il codice identificativo di riferimento per le case e gli appartamenti per vacanze presenti sul web.

Si tratta di un adempimento a carico di chiunque affitti case e appartamenti per vacanze, che riguarda anche le locazioni turistiche brevi, le quali al momento della comunicazione di inizio attività ricettiva/locativa saranno tenute a farsi rilasciare dal proprio Comune di riferimento un codice, ossia un numero di protocollo da esporre obbligatoriamente nella comunicazione e negli annunci online e offline. Una sorta di tracciabilità, dunque, che, rendendo possibili controlli più efficaci e introducendo sanzioni a carico degli inadempienti, contribuirà a contrastare il malcostume dell’abusivismo e della concorrenza sleale nel settore. «Questo testo - ha commentato il vice capogruppo della Lega al Pirellone, Fabio Rolfi, che ha presentato la proposta di legge - nasce per la gran mole di sommerso che sta emergendo nel settore. Stando a quanto risulta dai rilevamenti della Regione, alla fine del 2017, sarebbero presenti 3.473 alloggi censiti e registrati, adibiti agli affitti per brevi periodi, una cifra che confligge pesantemente con i dati in possesso di Federalberghi, che ad aprile 2017 aveva contato oltre 25mila alloggi presenti solo sul portale Airbnb: sussiste quindi “una forte concorrenza sleale verso gli altri operatori turistici, come bed&breakfast, alberghi ma anche nei riguardi di privati che affittano le abitazioni alla luce del sole, pagando le tasse dovute”».

«La Lombardia, prima di altre regioni in Italia - ha sottolineato Parolini -, ha affrontato a viso aperto questo tema. Durante la legislatura abbiamo stabilito un quadro normativo che garantisce concorrenza leale e legalità attraverso regole chiare e uguali per tutti, cercando di fare luce su alcune aree grigie di un ambito del turismo che sta conquistando ampie fette di mercato, spinto proprio dal successo e dalle prerogative della sharing economy. Continua il processo di riforma del turismo che abbiamo inaugurato con la nuova legge durante questo mandato e ci ha permesso di raggiungere importanti successi. L’obiettivo - ha concluso l’assessore - è quello di innalzare la qualità dell’accoglienza in Lombardia, qualità che si traduce in un servizio più accogliente e qualificato per i turisti e in un aumento positivo della reputazione della Lombardia».

«È un provvedimento atteso, che finalmente contribuirà a creare un equilibro nella concorrenza tra le diverse forme di ricettività turistica e a contrastare il fenomeno dell’abusivismo, purtroppo presente in modo significativo nel settore». Così Roberto Galli, presidente di Federalberghi Sondrio, attiva all’interno dell’Unione commercio e turismo, ha elogiato sull’ultimo numero de “il commercio valtellinese” visionabile online sul sito dell’associazione, la misura varata. Le sanzioni destinate a chi non si adegua prevedono multe dai 500 ai 2.500 euro per ogni annuncio pubblicato. «Il provvedimento – ha spiegato Galli – fu sollecitato dagli albergatori come necessario già due anni fa, in coincidenza con la stesura della legge sul turismo».

L’obbligo entrerà in vigore a partire dal 1° settembre 2018 ed entro il 30 giugno 2018 la Giunta regionale disciplinerà gli aspetti tecnici.


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