A Caiolo la prima base per i droni
Aces Air punta a trasformare un parte dell’aviosuperficie di Caiolo in un hub per i droni

A Caiolo la prima base per i droni

La società Aces Air ha già ottenuto il benestare di Enac, Prefettura e Forze dell’Ordine. «Un hub in una parte dell’aviosuperficie, per fare arrivare a destinazione con rapidità beni urgenti».

Trasformare un parte dell’aviosuperficie di Caiolo in un hub per i droni. Ecco l’obiettivo di Aces Air, società costituita due anni fa dai soci Enrico Satta, Emanuele Carminati, Luca Triangeli, Francesco Gritti e Andrea Pasquali. Si tratta della prima area sperimentale in Italia per pilotare questi apparecchi sul territorio con il volo non a vista. Una vera e propria base per i droni all’interno dell’infrastruttura alle porte di Sondrio che ospita servizi commerciali e di soccorso, ad esempio quelli del 118. Aces Air è nata proprio con la finalità di utilizzare questi piccoli aeromobili a pilotaggio remoto, oggetti di cui si parla sempre più spesso e non soltanto per l’uso da parte di appassionati.

Da alcune esperienze osservate in Ticino arriva lo spunto a intraprendere un progetto che non solo risponde a esigenze ben precise, ma potrebbe anche valorizzare l’Aviosuperficie di Caiolo. Questa infrastruttura, dotata di una pista pavimentata della lunghezza di oltre un chilometro, recentemente certificata da Enac per svolgere anche l’attività commerciale di trasporto pubblico passeggeri, è gestita dalla società Aviovaltellina.

«La provincia di Sondrio è caratterizzata da un territorio nel quale i collegamenti sono difficili e l’utilizzo di droni permetterebbe di risolvere vari problemi anche in ambito sanitario – spiega Francesco Gritti -. Ci sono già esperienze di collegamento di ospedali con laboratori analisi e quotidianamente, nei cieli di Lugano, volano provette. Noi abbiamo il know-how e ci siamo interrogati sulla possibilità di creare un progetto simile in Valtellina, che consentirebbe anche di dare ulteriore valore alla struttura di Caiolo».

Ma in Valtellina cosa potrebbero trasportare i droni? «L’idea è di fare partire un Apr, ad esempio un elicottero drone, nei momenti in cui un elicottero non può alzarsi in volo, per fare arrivare a destinazione con rapidità beni urgenti - aggiunge Gritti -. Un’applicazione esemplare potrebbe essere il trasporto di farmaci da Caiolo a un rifugio alpino, nel cuore della notte, in caso di condizioni meteorologiche avverse. Oppure il trasferimento di provette dall’ospedale di Sondalo a quello di Sondrio. Sarebbe possibile grazie a un piano di volo prestabilito con una precisa geolocalizzazione».

Aces Air ha ottenuto il benestare dell’ente che si occupa dell’aviazione civile (Enac), della Prefettura e delle Forze dell’ordine per sperimentare questo processo a Caiolo. Alla base di questo via libera ci sono anche le garanzie messe in campo in termini di sicurezza. «Utilizziamo un sistema tecnologico di altissimo livello – prosegue Luca Triangeli -. Abbiamo installato l’infrastruttura per la parte tecnica e grazie a delle stazioni Flarm noi possiamo vedere alianti, deltaplani e aerei e loro al tempo stesso vengono avvisati – con degli alert - della nostra presenza, con informazioni precise e costanti su distanza e quota».

La sperimentazione potrà durare fino a quattro anni. «Vogliamo portare avanti questo progetto per mettere in campo delle novità concrete al servizio della Valle. Il sogno è trasformare una parte dell’Aviosuperficie in un hub dei droni. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo».


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