Zona gialla, quanto traffico  Crescita con picchi del 1000%
Se il fondovalle ha fatto registrare incrementi contenuti, sono le valli con le località a segnare un forte aumento di traffico

Zona gialla, quanto traffico

Crescita con picchi del 1000%

Crescita con picchi oltre il 1000% a Campodolcino e Valdidentro

E così l’allentamento delle regole rischia di essere di brevissima durata

Pronti, partenza, via. Un via che domenica si è tradotto in un aumento del traffico veicolare del 107% rispetto alla domenica precedente sulle strade della provincia, ma che ora rischia di trasformarsi in una falsa partenza, perché entusiasmo ed euforia che hanno caratterizzato le uscite di massa di domenica, in auto e a piedi, nelle città e in montagna, non supportate da una situazione sanitaria di tranquillità stanno già facendo ipotizzare - qualcosa più di un’idea - il ritorno di nuove limitazioni per il periodo natalizio e gettano lunghe ombre sulla possibilità reale di riapertura degli impianti di risalita dopo l’Epifania.

Flussi sotto osservazione

I dati statistici dell’analisi e della mappatura dei macro flussi sul territorio di Valtellina e Valchiavenna, raccolti sulla base delle tracce digitali prodotte da veicoli, sistemi di navigazione, mappe e applicazioni da Enel X e dal partner tecnologico Here danno immediatamente l’idea di quanto valtellinesi e non solo, almeno a giudicare dai luoghi con gli incrementi maggiori di traffico, scalpitassero per poter varcare i confini comunali e provinciali, come in un’ideala griglia di partenza coi motori accesi, pronti a dare gas.

E se il fondovalle ha fatto registrare incrementi contenuti entro il 200% (Sondrio 195, Morbegno 130, Tirano 178%), sono le valli con le località turistiche, regno di seconde case e paradiso di passeggiate tra la neve, a evidenziare una crescita del traffico addirittura oltre il 1000%.

In Valchiavenna

È il caso della Valchiavenna, o meglio della Valle Spluga dove Campodolcino e Madesimo hanno fatto segnare rispettivamente il +1060% e il +943% rispetto alla domenica precedente, movimenti che per la verità a giudicare dai dati sono iniziati già sabato, quando ancora tutto il territorio lombardo era zona arancione, visto che le due località hanno fatto +250% e + 130%. Nel resto della Valchiavenna +468% a Novate Mezzola e +215% a Prata Camportaccio.

Il record

Il record assoluto di incremento dei movimenti rispetto agli ultimi sette giorni però lo fa registrare la Valdidentro, esattamente dall’altra parte della provincia: +1293% di spostamenti registrati dal sistema Enel X.

Più contenuti gli aumenti a Livigno (+315%), Bormio (+78%) e Sondalo (+407%). Movimenti importanti anche ad Aprica con un incremento del 335%.

E questi sono solo i dati statistici degli spostamenti che vanno ad sommarsi alle piccole, grandi, folle che si sono viste in tutti i centri cittadini della Valle, oltre che del resto d’Italia, già a partire da sabato, quando anche solo la prospettiva dell’imminente allentamento delle misure aveva fatto scattare una sorta di “liberi tutti”.

Il commissario Arcuri

«Insopportabili assembramenti di persone», come li ha definiti il commissario nazionale per l’emergenza Domenico Arcuri, che stanno facendo tornare il Governo sui suoi passi e, sulla scia di quanto deciso anche in Germania dalla cancelliera Merkel, a pensare di prevedere misure ancor più restrittive per il periodo natalizio. «Io non voglio considerare la probabilità della terza ondata, ma una possibilità. Lavoro tutto il giorno perché questo non accada ma serve che tutti gli italiani ci diano una mano: il desiderio, comprensibile, di tornare alla normalità deve aspettare un altro po’ di tempo; serve il vaccino, arriviamoci», ha aggiunto Arcuri.

D’altro canto l’indice Rt dei contagi è tornato a salire e i numeri dei morti continuano ad essere alti. La necessità è quella di evitare una terza ondata che arrivi magari proprio quando a gennaio è previsto che partano le campagne vaccinali.

Una situazione che fa essere piuttosto pessimisti sulla possibilità di vedere riaperti gli impianti di risalita: nonostante i protocolli di sicurezza, visto l’esito dello shopping natalizio, il rischio degli assembramenti sembra essere ancora troppo alto.


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