Sondrio, voleva uccidere Il reato contestato è quello di strage
Proseguono le indagini su quanto accaduto sabato

Sondrio, voleva uccidere
Il reato contestato è quello di strage

Questa mattina l’interrogatorio di Bordoni, che sabato ha travolto tre persone in piazza Garibaldi. Cambia l’accusa: non si parla più solo di tentato omicidio

Si fa ancora più pesante la situazione di Michele Bordoni, il giovane di Poggiridenti che sabato ha fatto irruzione con la propria auto nella pedonale piazza Garibaldi investendo tre persone. Deve rispondere di strage, oltre che di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti. Proprio ieri la Procura ha riformulato le accuse iniziali: non più tentato omicidio, ma, appunto, strage. Sulla carta, o meglio in base al codice penale, l’indagato rischia almeno 15 anni di carcere.
Agli uomini della squadra mobile che lo hanno arrestato lo ha praticamente confessato: «Dovevo ammazzarli tutti». Non è l’unica farneticazione di quello che si è autodefinito «un templare, un illuminato», ma la dice lunga sui suoi intenti, peraltro già piuttosto lampanti dall’esame della dinamica dell’attentato di sabato pomeriggio. Decine di testimoni hanno raccontato di aver visto il giovane arrivare in piena velocità sulla sua Toyota Yaris nella piazza affollata per i mercatini di Natale e la pista di pattinaggio e puntare deliberatamente le vittime da investire. Che cosa abbia spinto una persona fino a quel momento ritenuta da tutti assolutamente normale e ben inserita a cercare di uccidere delle vittime inermi, resta un mistero. E non aiutano in questo senso le frasi, anche in questo caso sconfinanti nel delirio, che l’indagato ha ripetuto poco dopo essere stato portato in Questura. «Dovevo purificare il mondo». Ma anche: «Ditelo a quelli dell’Isis che cosa ho fatto».
Non che la pista terroristica sembrasse realmente consistente, ma, nel dubbio, gli investigatori della Mobile, coordinati dal dirigente Carlo Bartellii, hanno immediatamente cominciato a scandagliare la vita privata del giovane, passando al setaccio tabulati telefonici, mail, contatti personali e tutte le ricerche effettuate online dai computer sequestrati nella casa dell’indagato. Non sarebbero però emersi elementi di particolare interesse, se non la passione per la storia dell’Ordine dei cavalieri templari e una certa suggestione per i fatti di cronaca più eclatanti come gli attentati di matrice islamica. Questa mattina Bordoni, 27 anni, sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida dopo l’arresto.

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