«Vogliamo capire  Ma nel frattempo  subito gli  aiuti»
La furia delle acque del Varrone nel giorno più critico (Foto by Foto Locatelli)

«Vogliamo capire

Ma nel frattempo

subito gli aiuti»

DervioIl sindaco Cassinelli deciso ad insistere

«Non accuso nessuno ma è mancata comunicazione»

Ieri ancora tanto lavoro e sopralluoghi dei politici

L’appello dei sindaci di Dervio e Premana rivolto alla politica è quello a non lasciarli soli, nel post emergenza ma di garantire le risorse necessarie da qui in avanti.

Serviranno diversi milioni di euro per riportare alla normalità un paese (Dervio) e un territorio (Premana) che sono stati duramente colpiti.

Ieri è stata un’altra giornata di grande lavoro per liberare il paese dalla morsa del fango e da tutto ciò che la piena del torrente Varrone ha buttato fuori.

Sopralluoghi

Ma anche il giorno dei sopralluoghi da parte dei politici: sono arrivati gli onorevoli Roberto Ferrari e Ugo Parolo della Lega, Alessio Butti di “Fratelli d’Italia” e Riccardo Olgiati del M5S.

«Ho avuto un enorme feed back da loro – afferma il sindaco Stefano Cassinelli per fare diventare l’emergenza di tipo C. Se venisse fatto il decreto in tal senso potremo mettere in conto anche la copertura per i danni ai privati, ci sono persone che rischiano veramente di essere rovinate. È il dovere della politica pensare alle persone».

Sono tre le preoccupazioni principali del primo cittadino, la gestione dell’emergenza, i risarcimenti e le responsabilità.

«Voglio andare a fondo sul perché è successa l’alluvione. Non sto accusando nessuno, ma bisogna capire perché perlomeno è mancata la comunicazione - insiste Cassinelli – Ero presente e la piena è stata di una rapidità impressionante. L’ho vista arrivare con quella velocità d far paura. Lo stesso prefetto mi ha assicurato che sarà compito della Prefettura e della dottoressa Marcella Nicoletti fare verifiche approfondite per capire come sono andate le cose. Se c’è una responsabilità, emergerà. Siamo stati fortunatissimi che non ci sono stati morti».

Passata l’onda di piena e con il torrente Varrone rientrato negli argini, tutte le persone evacuate sono tornate nelle loro case nel tardo pomeriggio di mercoledì.

«Mi sono preso personalmente la responsabilità - ammetto il sindaco – Alcune case non avevano gas e corrente elettrica e gli abitanti non sarebbero potuti rientrare. L’ho deciso raccomandando di non fare cose strane come andare in qualche scantinato o a mettersi in pericolo. Una responsabilità per non mettere ulteriore peso sui costi dell’emergenza. La gente aveva solo bisogno di dormire, anche se non aveva la corrente».

Ieri il prefetto Michele Formiglio è arrivato a Dervio per vedere la situazione, cosa che aveva già fatto anche l’assessore regionale Massimo Sertori che ha dato piena disponibilità come il consigliere Mauro Piazza e Antonio Rossi impegnati a sostenere le necessità del territorio.

Oltre alle altre c’è un’altra non trascurabile emergenza: come gestire le migliaia di quintali di legna e i metri cubi di terreno scaricato a valle.

La sabbia pulita che è stata riversata fuori dagli argini, è stata ributtata nel fiume e nel lago, con l’autorizzazione delle Regione.


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