Vismara gestirà l’albergo Rezia  «Posti letto preziosi»
L’hotel Rezia a Chiesa Valmalenco: «Non si potevano perdere questi posti letto» dice Vismara

Vismara gestirà l’albergo Rezia

«Posti letto preziosi»

Chiesa Valmalenco: accordo raggiunto con i proprietari. Nei mesi scorsi si era pensato di accogliere lì i profughi. «Non si poteva perdere una struttura del genere».

L’albergo Rezia, situato nella centrale via Marconi, di Chiesa in Valmalenco, non sarà una residenza per immigrati, profughi sul territorio nazionale. Tale possibilità, era venuta avanti nei mesi scorsi, per le difficoltà di rapporto fra Antonella Fornonzini, proprietario dell’albergo di famiglia, e il gestore, Ettore Lenatti, già titolare dello storico “Ai portoni” di Chiareggio. Rapporto che si è risolto, aprendo la strada a un nuovo assetto.

Nuovo in tutti i sensi, perché è la prima volta che Franco Vismara, avvocato, proprietario della Fab, Funivia al Bernina, e di tanti condomini della zona, diventa albergatore. «Mai avrei pensato, nella mia vita professionale, di rilevare un albergo, e, invece, eccomi qua - dice con la consueta ironia -. È proprio vero che c’è sempre tempo per tutto».

«D’altronde, perdere un albergo come il Rezia sarebbe stato grave per Chiesa perché per me è forse uno dei migliori, non fosse altro che per la posizione centrale e tranquilla». «Visto che nessun altro si faceva avanti, mi sono detto: “proviamo”. Con la famiglia Fornonzini, e la signora Antonella, ci siamo intesi per un contratto di affitto della struttura di due anni, rinnovabili. In questo modo evitiamo che Chiesa, e la Valmalenco tutta, possa perdere una bella struttura e, soprattutto, dei posti letto preziosi (60, nda), perché non è che, in valle, ce ne siano poi così tanti su cui contare. E una località turistica come questa ha bisogno di posti letto alberghieri».

Insomma, Vismara è convinto della bontà dell’operazione portata avanti. «Poi, non so, se son rose fioriranno - dice -. Per me è la prima volta in questa veste, per cui sono anche curioso di vedere come andrà a finire. Mi affido alla competenza di persone esperte, come Maurizio Cabello, storico del settore, cui ho affidato la conduzione della struttura, e come Livio Lenatti, che non vi sarà direttamente impegnato, ma ha un certo occhio clinico in argomento, gestendo da anni il suo Albergo Chiareggio. Diciamo che tutto è sotto controllo e già sabato prossimo, 25 giugno, saremo aperti».

E a chi sostiene che abbia affittato l’albergo per assicurare il posto letto ai suoi piccoli clienti belgi, Vismara risponde «i piccoli belgi rappresentano una fetta di mercato importante per la Valmalenco, ma ci sono anche gli adulti. In ogni caso, il fatto certo è che intendiamo assicurare un buon servizio alberghiero. È già buono, perché la struttura non è di poco conto. Ma alcune piccole migliorie le vorrei apportare, fermo restando il parere favorevole della proprietaria, la signora Fornonzini».

In un certo senso, peraltro, quello di Vismara, è anche un po’ un ritorno alle origini, perché il padre era stato proprietario del Grand Hotel Malenco, oggi trasformato in appartamenti. «Non sono stato io, che ero giovanissimo, e neppure mio padre, a volere questa trasformazione - dice -. Erano gli anni Settanta quando l’ha venduto a un albergatore di Rimini che, poi, pochi mesi dopo è riuscito a farsi togliere il vincolo alberghiero per tutta la struttura, operazione non riuscita a mio padre, cui il Comune di Chiesa aveva risposto picche, quando aveva chiesto di poter ristrutturare metà della struttura a fini alberghieri e l’altra metà a fini residenziali. Non ce la faceva più ad andare avanti, erano gli anni della crisi petrolifera e metà dell’incasso andava per il riscaldamento di camere enormi, si parla di 70 milioni di lire l’anno solo per il gasolio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA