Violenza sulle donne in Valle: presto una cabina di regia coordinerà la fitta “rete”
In città contro la violenza sulle donne si sono tenuti diversi flash mob

Violenza sulle donne in Valle: presto una cabina di regia coordinerà la fitta “rete”

La rete antiviolenza è attiva ed efficace, ma gli operatori insistono: «Molto è il sommerso».

Fatti come quello occorso in questi giorni ai danni di una donna residente a Morbegno, madre di 5 figli, lo testimoniano e non sono da ascrivere, necessariamente, a persone di provenienza extracomunitaria, anzi.

Anche da noi, il fenomeno è presente e radicato.

Per questo, a livello istituzionale, si sta facendo tutto il possibile per scardinare l’omertà e la paura, tant’è che, solo pochi giorni fa Giulio Gallera, assessore al Reddito di autonomia, all’inclusione sociale e alle pari opportunità, ha riferito, non solo, della creazione di una «cabina di regia a livello regionale che coordini tutti i centri e le 19 reti antiviolenza presenti sul territorio regionale», ma ha anche ricordato l’esistenza di canali informativi e di aiuto creati dalla Regione Lombardia cui la donna vittima di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica, può attingere.

«Abbiamo il sito www.nonseidasola.regione.lombardia.it, dove sono indicate tutte le informazioni utili ad individuare il Centro antiviolenza più vicino alla donna che ne ha bisogno - precisa Gallera - dove una rete di professioniste sono pronte ad accogliere, aiutare, consigliare e proteggere le donne che necessitano aiuto. Esiste, poi, anche un numero verde al quale rivolgersi, il 1522, attivo 24 h su 24. Infine, ricordo che abbiamo realizzato anche uno spot radiofonico sempre scaricabile dal sito “nonseidasola” utile a promuovere l’esistenza di questi “paracadute” sociali fra la popolazione».

Fermo restando, che, se anche la “messa in rete” della gestione della “violenza di genere” col coinvolgimento di tutti gli attori, ovvero Azienda socio sanitaria territoriale, Procura della Repubblica, Questura, Comando provinciale carabinieri, Ordine avvocati, Ats della montagna, Provincia di Sondrio, Comune di Sondrio, Comunità montane, Consigliera provinciale di parità, Ufficio scolastico territoriale, Associazione Tua e le altre, Centro Rita Tonoli, Cooperativa Lotta contro l’emarginazione, Confartigianato, Soroptimist e Metafamiglia, ha dato e continua a dare i suoi frutti, la dimensione del fenomeno resta preoccupante, senza dire del tanto che, ancora, rimane sommerso.

A fornire dati eloquenti rispetto all’attività investigativa coordinata dalla Procura di Sondrio, nell’ottobre dello scorso anno, era stata Luisa Russo, sostituto procuratore, invitata a relazione, col suo diretto superiore, il procuratore Claudio Gittardi, al seminario di studio sulla “Violenza di genere”, organizzato dall’allora Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna (Aovv).

«Il dato sul numero delle notizie di reato con autore identificato, per violenze di genere, - aveva detto - formulate dalla nostra Procura, è di molto aumentato nell’ultimo anno. Se, infatti, dal primo giugno 2013 al primo giugno 2014 avevamo emesso 109 notizie di reato, dal giugno al 5 ottobre 2014 (ultimo dato utile, nda), sono state 341 le notizie di reato emesse. Indicatore chiaro di quanto sia importante fare squadra su un tema così delicato. Per completezza, aggiungo anche che le notizie di reato emesse in tutto il 2013 erano state 75, contro le 244 emesse nel 2014 e le 308 emesse nel 2015, fino al 5 ottobre. Da evidenziare, peraltro, la lievitazione delle notizie di reato emesse dal giugno 2014, data di entrata in vigore del Protocollo d’Intesa sulla gestione “in rete” delle violenze di genere».


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