Vininfesta a Traona: «Ampliate Doc e Docg»
Il tavolo delle autorità e dei relatori

Vininfesta a Traona: «Ampliate Doc e Docg»

Grande partecipazione (43 produttori) e ottima qualità riscontrata nei vini in concorso. Toccanti le testimonianze di chi oltre a fare vino presidia il territorio: «La Costiera dei Cech va inclusa nei marchi».

Vengono da Traona, Mello e Buglio in Monte i migliori vini non etichettati premiati ieri in occasione della quattordicesima edizione di Vininfesta alla costiera dei Cech. L’attesissimo risultato delle valutazioni dei tecnici sui campioni di vino raccolti nelle scorse settimane nelle cantine dei piccoli viticoltori del mandamento di Morbegno è arrivato al termine di una lunga mattinata di testimonianze da parte delle aziende agricole del territorio. Ad aderire al concorso, con la raccolta di campioni rigorosamente anonimi e indicati soltanto dal numero assegnato a ciascun partecipante, sono stati 43 piccoli produttori: 30 appartenenti alla zona Igt Terrazze retiche e 13 della zona di produzione della Doc che per il mandamento di Morbegno riguarda i Comuni di Buglio in Monte e Ardenno.

Per la zona Igt il migliore è risultato essere il vino di Pietro Mentasti prodotto a Traona, seguito da Vincenzo Lorenzoni di Traona, Dino Tarca di Mello, Alfredo Baraiolo di Traona, Domenico Tarca di Mello. Entrambi di Buglio in Monte i due vincitori della zona Doc: primo posto per il rosso di Valtellina di Adriano Tamiazzo e secondo per Claudio Castellanelli.

Dopo la presentazione del libro di Nello Bongiolatti, il convegno che tradizionalmente apre la giornata di festa – con il pranzo preparato al polifunzionale della Valletta dalla pro loco di Traona – ha visto susseguirsi le testimonianze ed esperienze di sette aziende agricole del mandamento: le case dei Baff di Ardenno, le aziende agricole Franzina, La Capuscena e Franzi Laura di Buglio in Monte, la cooperativa agricola Bulium, la cooperativa agricola Terrazze retiche dei Cech e l’azienda agricola Piccapietra Giorgio di Traona.

Angelo Cerasa delle Case dei Baff ha raccontato come la produzione vinicola sia arrivata per loro con gli anni «nell’intento di diversificare le produzioni, non senza qualche dubbio per il grande impegno che questa attività comporta nell’ambito di una azienda come la nostra che è agricola e agrituristica. Ci abbiamo provato e oggi possiamo dire di aver contribuito a mantenere quel territorio che è il nostro valore aggiunto». Tra i più giovani produttori intervenuti c’è Mattia Franzina di Buglio in Monte:«La nostra azienda è nata nel 2014 e da un anno e mezzo siamo sul mercato con il vino. Siamo partiti dal vigneto del nonno, e oggi curiamo 6mila metri di terreno producendo 4mila bottiglie. Il lavoro è tanto, la soddisfazione altrettanta e il contributo arriva dalla famiglia e dagli amici che ci sostengono in questa attività nella quale crediamo fortemente».

L’intervento del presidente della Cm, Christian Borromini ha fatto presente «i passi avanti compiuti in questi dieci anni di assistenza ai viticoltori da parte di Fojanini e distribuzione delle piantine», mentre il direttore della Fojanini Graziano Murada ha sostenuto la richiesta venuta dai viticoltori affinchè «sia ampliata la zona Doc e Docg fino alla costiera dei Cech, meritevole almeno tanto quanto quella già inclusa» ma anche «che si arrivi a una semplificazione burocratica che conceda di cambiare passo alle aziende impegnate sul territorio».


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