Turismo ed enogastronomia  Patto per le Olimpiadi

Turismo ed enogastronomia
Patto per le Olimpiadi

La proposta del Consorzio vini agli operatori della ristorazione e dell’accoglienza

Sondrio

Un patto del territorio per il territorio.

Anche di questo, della proposta lanciata dal Consorzio di tutela vini di Valtellina agli operatori della ristorazione e dell’accoglienza, si è parlato ieri pomeriggio a castel Masegra dove, prima del collegamento con Brunello Cucinelli, Oscar Farinetti e Francesco Zurlo, una ventina di operatori del settore ha provato a riflettere sul tema.

«Lo scopo di tutta questa iniziativa è dire a voi, a noi che siamo nel posto giusto al momento giusto - ha spiegato Giacomo Mojoli ideatore della giornata riferendosi alle Olimpiadi del 2026 -. Sta passando un treno importante e unico: o siamo pronti a salirci tutti insieme o lo perdiamo. La mia proposta è decidere di fare un patto comune da qui ai prossimi 5/6 anni nella convinzione che l’attrattività del territorio è generata dalla sua tutela e dalla capacità di raccontare la sua bellezza».

«La scommessa è condividere il percorso - ha aggiungo -. Il mondo del vino sta già facendo la sua parte, chiediamo alla ristorazione e agli albergatori di fare altrettanto».

La declinazione concreta di quella bellezza scelta come faro «che - ha sottolineato Mojoli rispondendo alla sollecitazione giunta dallo chef Stefano Ciabarri - non significa fare filosofia o poesia».

«Col nostro modo di intendere il cibo noi disegniamo la bellezza di questo territorio» ha detto Gianluca Bassola del ristorante Trippi.«Credo che basarsi sulla bellezza del territorio sia un’idea vincente - ha detto Monica Ruffoni de La Fiorida - per questo sono molto contenta di queste parole. Chi è presente qui, e riconosco Retici Balzi, Trippi e Ca’ di Baff, già lavora su questa strada. Aggiungo che se ogni operatore si impegnasse a rendere bello il posto dove lavora tutto il territorio ne trarrebbe grande giovamento perché l’armonia del luogo attrae i turisti».

«Armonia è la parola giusta - le ha fatto eco Cristina Scarpellini di Provinea -. Il fatto che il paesaggio sia rientrato nel registro nazionale è un riconoscimento di questo spirito. La bellezza è alzare lo sguardo e vedere quello che ci circonda. Ma è anche la capacità, come hanno fatto i consorzi del Soave e del Valdobbiadene, di comunicare il territorio tutti insieme perché questo paesaggio non riguarda solo i viticoltori».

Uno sguardo trasversale al futuro che coinvolga tutti e faccia fare un ulteriore salto di qualità al sistema dell’accoglienza nel suo complesso in vista del 2026.

«Le Olimpiadi sono un evento sportivo del territorio - è intervenuto Sergio Schena, membro del cda del Comitato organizzatore dei Giochi -. Chi vi partecipa vuole conoscere il territorio e i suoi valori, per questo rappresenta una grande occasione di riposizionamento dell’immagine della Valle. Sarà una grande occasione se avremo qualcosa da dire. Le Olimpiadi hanno un target medio alto. Arriverà un turismo a cui non siamo abituati: dobbiamo essere capaci di riqualificare la nostra offerta turistica».

Un’offerta e un’immagine da agganciare a quella dei territori circostanti: dal lago di Como all’Engadino al lago d’Iseo secondo Fabio Grazioli, brand manager della Tessuti di Sondrio, «se non vogliamo ricadere nel provincialismo».

«Nel raggio di 50 chilometri abbiamo tutto o quasi - ha aggiunto Olmo Fumasoni dell’omonima trattoria -. Bisogna cavalcare le attrazioni che già da anni sono conosciute: la Valtellina è davvero nel cuore delle Alpi».

Tutti d’accordo quindi nel dare ognuno il proprio contributo nel rendere ancora più attrattiva la Valtellina.


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