Vigili del fuoco: «La misura è colma»
Il corpo dei vigili del fuoco in provincia dovrebbe poter contare su 210 unità

Vigili del fuoco: «La misura è colma»

Anche oggi la caserma di Tirano resterà chiusa. La carenza di pompieri sta diventando ormai cronica. I rappresentanti sindacali: «Che ci diano almeno un pacchetto di ore di straordinari da gestire in sede».

Anche oggi la caserma di Tirano resterà chiusa. Almeno fino alle 20. Poi entrerà in servizio una squadra di vigili del fuoco. Non sarà composta da cinque elementi, come richiesto dal regolamento nazionale, ma da tre. Meglio poco, piuttosto di niente.

Non accenna a migliorare la situazione in cui versa il comando provinciale dei pompieri, costretto a far fronte alla carenza di personale che è ai minimi storici: meno 69% per i funzionari, meno 44% per gli impiegati e meno 20% (ma siamo anche oltre) per i vigili del fuoco.«L’ho scritto al prefetto: la misura è veramente colma. Non abbiamo personale, non ci danno ore di straordinario, abbiamo i distaccamenti in seria difficoltà nel formare le squadre e siamo sul punto di non poter garantire il corretto standard di sicurezza», afferma Franco Venini, del sindacato Co.na.po., che nei gironi scorsi ha rappresentato al prefetto P aola Spena (oltre che al comandante provinciale Amedeo Pappalardo) la necessità di provvedimenti urgenti.

La pianta organica predisposta dal comandante nazionale e ratificata dal ministro Salvini prevede 132 vigili e 78 tra capisquadra e capireparto: dei quali 90 a Sondrio e 30 per ognuno dei 4 distaccamenti. Insomma 210 in tutto.

In realtà la pianta organica presenta buchi, grandi come voragini. «Abbiamo un centro di elaborazione dati, ma nessun addetto per farlo funzionare. È solo grazie alla buona volontà di un vigile del fuoco che se ne intende se riusciamo a farlo funzionare...».

«Di più - aggiunge Marco Paganoni, del coordinamento provinciale del sindacato Unitario di base -. Abbiamo del personale distaccato a Malpensa e a Milano, ma che risulta in carico al comando di Sondrio. Abbiamo vigili del fuoco - 11 per la precisione - che sono passati di ruolo e che sono stati assegnati ad altre province. Potrebbero rientrare, è vero, ma quando non è dato sapere. Così come non è per niente scontato che dal ministero degli Interni ci vengano mandati rinforzi non appena le nuove leve finiranno il corso a settembre...».

Che fare, allora? «Noi una soluzione ce l’abbiamo. Anzi, più d’una», precisa Venini. «Potremo iniziare richiamando al lavoro i vigili del fuoco precari (i cosiddetti “discontinui”) o con un “pacchetto” di ore di straordinario. O ancora si potrebbero trasferire i capisquadra che sono stati assegnati ad altre province e che desiderano tornare in Valle attraverso la mobilità e naturalmente confidiamo nel fatto che a settembre il ministero degli Interni decida di assegnare alla provincia di Sondrio nuovi vigili del fuoco». Fino ad allora si “naviga a vista”. E non appena si va in sofferenza - a Sondrio o negli altri mandamenti - Tirano è destinata a chiudere, poiché - a quanto sembra - è il comprensorio meno “funzionale”, ovvero meno produttivo.

La decisione non è comunque stata presa in questi mesi, ma risale all’estate scorsa. L’allora comandante Giuseppe Biffarella aveva fissato i parametri minimi: 10 unità per Sondrio e 25 unità per i distaccamenti di Mese, Morbegno e Valdisotto (definiti “funzionali”). Tirano avrebbe potuto tenere aperto le porte dalla caserma a patto che vi fossero almeno 3 unità delle quali un capo partenza e di un autista. A rendere la coperta meno corta ci avrebbero poi pensato i volontari di Tirano, Grosio, Grosotto, Ponte in Valtellina e Tresivio, che preventivamente la caserma provinciale avrebbe dovuto allertare per conoscerne numeri e disponibilità.

Tirano - come detto - sotto le tre presenze avrebbe dovuto chiudere. Un’eventualità che nelle ultime settimane non è più l'eccezione e sta diventando la norma.


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