Vigili del fuoco, anno di super lavoro
1.2.3.Tre momenti della festa, ieri mattina, dei vigili del fuoco

Vigili del fuoco, anno di super lavoro

I loro interventi sono notevolmente aumentati, soprattutto per i problemi legati al maltempo. Molti incendi provocati dalle canne fumarie potrebbero essere evitati con maggiore attenzione.

Fra neve, piogge, esondazioni e monitoraggio del dissesto idrogeologico il 2014 è stato un anno di super-lavoro per i vigili del fuoco. Dal primo gennaio al 30 novembre sono stati eseguiti in tutto 2.996 interventi sul territorio, e per la fine dell’anno si supererà quota 3.200, circa il 16% in più rispetto al 2013. Nel frattempo sono calati gli incendi ai tetti dovuti alle canne fumarie, ma il fenomeno resta preoccupante, visto che in Valle questo tipo di problemi rappresenta circa il 30% delle «occasioni di incendio».

Sono alcuni dei dati evidenziati dalla relazione 2014 che il comando provinciale dei vigili del fuoco ha pubblicato ieri in occasione della festa di Santa Barbara, patrona del corpo: una ricorrenza tradizionale per i vigili del fuoco, che ogni anno diventa anche occasione per tirare le somme del lavoro svolto negli ultimi dodici mesi.

Lavoro che è stato intenso, come detto, visto che nel 2014 i vigili del fuoco hanno dovuto spesso mettersi all’opera per far fronte all’«andamento meteo-climatico poco favorevole», spiega la relazione del comando provinciale, con interventi di soccorso «connessi al dissesto idrogeologico e ai danni conseguenti a piogge, nevicate, esondazioni». Come illustra una delle tabelle allegate alla relazione, infatti, gli interventi dovuti all’acqua sono stati 136, fra i soccorsi per danni e quelli per straripamenti o allagamenti, mentre le uscite per frane e valanghe sono state 111 e 116 quelle dovute a “dissesto statico”. Un buon numero di interventi, sottolinea sempre il documento annuale, si è concentrato in Valchiavenna nel mese di gennaio, per via della «micro-emergenza nei comuni di Madesimo e Campodolcino» dovuta alle forti nevicate che tutti ricorderanno, ma anche le frane del Ruinon e della Val Genasca hanno impegnato i pompieri in intense attività di monitoraggio, specie notturno.

A queste attività ovviamente vanno sommati gli altri campi in cui vengono chiamati in causa i vigili del fuoco: al 30 novembre, il comando provinciale ha registrato 112 recuperi di veicoli e merci, 249 soccorsi per incidenti stradali, 1.702 “interventi vari” (dalla rimozione di alberi pericolanti alle fughe di gas, dall’apertura di porte e ascensori bloccati al salvataggio di persone e animali, al recupero dei corpi di persone decedute) e 450 uscite per spegnere incendi.

In questo campo la relazione segnala il calo dei roghi di camini e canne fumarie: diminuiscono, ma non abbastanza, dicono i vigili del fuoco, perché il fenomeno «investe in modo drammatico la provincia di Sondrio» e molti casi sarebbero evitabili, con qualche accorgimento in più. «Le cause – si legge infatti nel report - sono attribuibili per il 50% circa a realizzazioni del camino non a regola d’arte, segue poi la cattiva manutenzione e solo per il 10% ad altri motivi. Tra gli errori riscontrati nei sopralluoghi rientrano casi di canne fumarie installate vicino a scarichi in pvc o fili elettrici, o con piastre di ferro imbullonate su legno, o mancata pulizia. L’incendio all’interno della canna dei residui carboniosi dopo un anno di utilizzo porta la parete esterna ad una temperatura di 1000 gradi, cosicché carta, polimeri plastici o legno nelle immediate vicinanze prendono immediatamente fuoco».

Trend consolidato

Sommando il tutto, il totale degli interventi eseguiti nel 2014 «si colloca al di sopra del valore medio calcolato nel periodo dal 2000 al 2014 – segnala la relazione stilata dagli uomini del comandante provinciale Giuseppe Biffarella – e si allinea al trend consolidatosi a partire dal 2006». Il numero maggiore, oltre un migliaio, è stato effettuato dalla sede centrale, seguita dai distaccamenti permanenti di Morbegno e di Mese. Circa il 10% degli interventi, sottolinea il report, è opera dei distaccamenti volontari, con quello di Campodolcino a guidare questa “classifica”. Numeri a parte, sottolinea la relazione, è molto importante «l’ubicazione strategica delle sedi volontarie di Campodolcino, Livigno e Aprica, che costituiscono presidi fondamentali per assicurare un immediato ed efficace intervento, stante le sensibili distanze delle sedi permanenti più vicine». E la “rete” composta dai due tipi di sedi – i vigili del fuoco sono presenti a Sondrio, Morbegno, Mese, Valdisotto, Tirano, Campodolcino, Livigno, Chiesa, Madesimo, Aprica, Tresivio, Talamona, Grosio, Grosotto e Ponte – consente al corpo di «rispondere con immediatezza a tutte le richieste di soccorso provenienti dal territorio».

La giornata di Santa Barbara, è stata anche l’occasione per consegnare riconoscimenti e benemerenze: quest’anno a Catia Forno e Patrizia De Agostini, che da anni lavorano negli uffici di Sondrio, al capo squadra esperto Cesare Brisa che ha ricevuto il diploma di lodevole servizio, a Santo Allegra e Stefano De Campo, e ai vigili volontari Andrea Compagnoni, Andrea Bussi, Erik Perlini, Fabio Prandato, Franco Robustelli Della Cuna, Adriano Trinca Rampelin, Giuseppe Turcatti e Cristian Della Cristina. Toccante l’intervento di Paolo Colicchio, 27 anni di servizio nel corpo, da poco rientrato al lavoro dopo gravi problemi di salute.


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