«Viabilità da migliorare in Valle?  L’unica risposta è il Mortirolo»
Il vicepresidente nazionale di Confcommercio Paolo Uggé

«Viabilità da migliorare in Valle?

L’unica risposta è il Mortirolo»

Il vicepresidente nazionale di Confcommercio, Uggé, risponde alle sollecitazioni del presidente dell’Aci

«Per migliorare la viabilità e la sicurezza sulle strade della Valtellina occorre pensare al traforo del Mortirolo». Rilancia la proposta che gli sta a cuore Paolo Uggé, vicepresidente nazionale di Confcommercio, in relazione al dibattito aperto sulle colonne del nostro giornale in tema di sicurezza, in seguito alla lunga scia di morti sull’asfalto di quest’estate.

Uggé ritiene «tutte condivisibili e necessarie» le proposte avanzate dal presidente dell’Automobile club Sondrio, Giovanni Trinca Colonel che parla di «una programmazione generale, di lungo termine» sugli investimenti, così come su manutenzione, segnaletica, limiti di velocità, e di «ragionamento complessivo» che investa tutto il sistema della viabilità, non più singole situazioni critiche. Nel suo intervento Trinca Colonel ha anche introdotto il tema dei collegamenti infrastrutturali della Valle, che sono una delle componenti basilari per fare sicurezza.

«Quando sarà completato il superamento di Morbegno avremo compiuto un passo in avanti importante, ma non sufficiente, in quanto il rischio imbuto rischia di spostarsi verso la zona del Tartano - afferma Uggé -. Quindi occorrerà in modo evidente affrontare il nodo di Tirano il cui iter è già avviato». E qui snocciola alcune criticità da risolvere: «Intervenire sull’eliminazione totale dei passaggi a livello, soprattutto se saranno assegnate le Olimpiadi invernali alla Valtellina, e potenziare tutti gli interventi per favorire l’accesso all’Alta Valle in sicurezza. Esiste da anni il problema delle gallerie non dotate di sistema antincendio - prosegue -. Sarebbe necessario e forse anche decisivo per il miglioramento della mobilità della Valle rilanciare e risolvere una volta per tutte la questione del Mortirolo. Ciò toglierebbe dalla dipendenza di avere un solo accesso e potrebbe essere decisivo per la decisione sull’assegnazione. Quale migliore occasione per aprire la Valle verso est, per dividere i flussi di traffico, far divenire il Tirano un punto di snodo dei traffici che vedrebbe oltre tutto due collegamenti ferroviari (il treno del Bernina e le Ferrovie Nord che presto torneranno sotto la gestione della Regione) e sgraverebbe Tirano di tutto il passaggio del traffico sia gomma sia quello legato dall’evento sportivo che quello turistico». Uggè torna a ribadire che il traforo del Mortirolo potrebbe essere, dunque, «l’arma vincente a far cadere obiezioni circa la mobilità valtellinese, oggi non propriamente adeguata e sulla quale i nostri competitori sicuramente punteranno per far emergere perplessità e contrarietà sull’eventuale assegnazione delle Olimpiadi. Non perdiamo questa occasione».

Uggé si augura che tutto il mondo imprenditoriale, associativo e politico si attivi per far partire interventi sulla viabilità che, in pochi anni, possono essere realizzati rispondendo all’esigenza della sicurezza e del potenziamento turistico. «Ovviamente non si perda tempo sul fatto se il collegamento debba essere ferroviario o stradale. Non debbono sussistere perplessità in merito. Con nove chilometri di galleria si favorirebbero condizioni turistiche permanenti che darebbero molte risposte ai tanti problemi di mobilità, di sicurezza e diverrebbero la soluzione per un grande rilancio turistico. Un’utopia o una speranza la mia che non troverà adeguata condivisione? Potrebbe essere l’ultima occasione».


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