Via del Bitto tra storia, cultura e tipicità  «Progetto esemplare, unisce più realtà»
Da sinistra Elio Moretti, Massimo Sertori e Alan Vaninetti durante la presentazione della Via del Bitto

Via del Bitto tra storia, cultura e tipicità

«Progetto esemplare, unisce più realtà»

Illustrato a La Fiorida di Mantello il percorso immerso nel territorio montano. Lungo 92 chilometri, vuole valorizzare la sentieristica esistente unendo 24 alpeggi e 11 rifugi.

«Questo è un progetto esemplare, perché è il risultato di una condivisione di obiettivi tra più Comuni del medesimo territorio. Chiusa con successo la partita sul superamento di Morbegno con la nuova statale 38, non ci si ferma e si lavora per il territorio». Queste le parole dell’assessore regionale alla montagna Massimo Sertori ieri all’azienda agricola La Fiorida di Mantello alla presentazione ufficiale della “Via del Bitto”, il percorso tra storia, cultura, tradizioni e tipicità agroalimentari alpine, immerso nel territorio montano tra le valli del Bitto di Gerola e Albaredo. A presentarlo è stato il sindaco di Cosio Valtellino, ente capofila del progetto che coinvolge sette Comuni “da svincolo a svincolo”: Cosio Valtellino, Rasura, Pedesina, Gerola, Albaredo, Bema e Talamona.

Il tracciato è lungo 92 chilometri e vuole «recuperare e valorizzare la sentieristica esistente per unire 24 alpeggi attivi, 11 rifugi esistenti e raggiungibile da 10 punti di accesso intermedi dai nuclei abitati oppure in prossimità della rete stradale ordinaria». La peculiarità della Via del Bitto sarà l’opportunità di fruizione in tanti modi: escursionismo per famiglie e per esperti, escursioni attrezzate per disabili in alcuni tratti, ippovia e attività di ippoterapia, itinerario mountain bike ed e-bike, adattamento sentieristico stagionale con possibilità di itinerari invernali.

«L’iniziativa con i Comuni coinvolti è nata da una prima esperienza positiva di qualche anno fa per il percorso legato alla Linea Cadorna – ha spiegato il sindaco di Cosio Valtellino, Alan Vaninetti –. Abbiamo utilizzato lo stesso metodo di condivisione pensando a questo percorso come modalità di valorizzazione di un territorio, che anche attraverso questo progetto, trova il modo di evitare l’isolamento del versante dopo l’apertura della tangenziale di Morbegno, anzi ne sfrutta le opportunità presentandosi come la Valle più vicina a Milano e oggi ancor più velocemente raggiungibile».

Dei sette Comuni coinvolti, ieri sera era assente il rappresentante di Albaredo per San Marco. Il vicesindaco Patrizio Del Nero ha sottolineato però di «essere stato promotore dell’idea e del progetto stesso, avendo coordinato il gruppo tecnico e di lavoro di questa iniziativa che fin dall’inizio ho promosso davanti alle altre amministrazioni per le caratteristiche di innovazione e le grandi potenzialità turistiche ed economiche».

Se Sertori ha parlato di «fondi che si possono trovare in casi come questi in cui la condivisione del territorio è proficua», oggi su circa 3,5 milioni di euro del progetto complessivo sono disponibili 400mila euro accordati dalla Provincia (rappresentata ieri dal presidente Elio Moretti) sull’accordo quadro di sviluppo territoriale. Questi fondi serviranno a dare vita al primo lotto funzionale, che già a partire dall’estate prossima potrebbe vedere il via ai lavori.


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