Verso il risanamento delle Seriole Decisivo il recupero dell’ex Biffi
Pressoché disabitata e degradata: è l’ex area Biffi in zona Seriole. In vista un recupero degli immobili

Verso il risanamento delle Seriole Decisivo il recupero dell’ex Biffi

Morbegno, il 5 luglio incontro in Comune tra i privati che hanno acquistato l’area e i vicini. Il sindaco: «La svolta per ridare smalto alla zona è la riconversione degli stabili della fabbrica».

Area ex Biffi: il prossimo 5 luglio in municipio è stato fissato l’incontro fra i privati, primo passo per dare il via al progetto di risanamento delle Seriole. È questa la novità annunciata dal sindaco Andrea Ruggeri sul piano di recupero coordinato dall’immobiliare, la San Giovanni di Lecco, «che ha acquistato l’ex Biffi. Un’operazione che darebbe un bel segnale non solamente sotto il profilo edilizio, ma anche dal punto di vista del decoro urbano della zona».

Ruggeri spiega come la zona delle Seriole necessiti innanzitutto dell’intervento dei privati per evolversi da una situazione che la caratterizza da parecchio tempo, quella di un’area che, nonostante la particolare collocazione in pieno centro storico, è soggetta a un graduale abbandono e degrado. Si tratta, infatti, della suggestiva zona a due passi da palazzo Malacrida dove il Bitto scorre in una pittoresca gola e dove una volta si affacciava l’ex fabbrica conserviera Biffi. Da anni chiusa e dimenticata, come la quasi totalità del vecchio e decadente quartiere abitato ormai da pochi cittadini, la zona non ha mai smesso di essere ricettacolo di sporcizia e trascuratezza e ciclicamente viene presa di mira dai vandali.

Come rimarcano anche alcuni cittadini che in questi giorni hanno creato la pagina Facebook “Salviamo le Seriole”, «che sono sono un piccolo paradiso di Morbegno - si legge fra i post -. Facciamo in modo che qualcuno se ne occupi per davvero. La zona è impraticabile. Erba alta, rovi che ti distruggono le gambe, sentierini a rischio crollo, corrimano inesistente che se ti dovesse scivolare un piede sei nel Bitto direttamente. È uno schifo ed è un peccato vedere un posto così magico lasciato all’abbandono totale. Non è sicuramente una bella vetrina per il paese».

«Qui ci si deve rifare al senso civico della gente che, purtroppo, spesso viene a mancare - afferma il sindaco -. Dal canto nostro sollecitiamo la ditta incaricata Secam ogni volta che la stradina comunale che attraversa le Seriole è soggetta a vandalismi o abbandono di rifiuti, così come la ditta del verde per sua competenza, però la vera svolta per ridare smalto alla zona è in mano ai privati che hanno acquistato gli stabili ex Biffi per riconvertirli. In questa fase il Comune farà da mediatore fra i proprietari e i loro vicini che si incontreranno giovedì 5 luglio, l’obbiettivo è arrivare a una quadra sul piano di recupero in stallo da anni, se ne parlava già nel 2008».

Nel Pgt approvato a suo tempo era stato inserito il passaggio di destinazione d’uso da area produttiva a residenziale per l’ex Biffi (come richiesto dalla proprietà) con spazi per il verde pubblico. Una domanda che l’allora giunta comunale accolse poiché il recupero di quello stabile poteva rappresentare un primo passo verso un rilancio complessivo di quella zona. La pratica poi si bloccò, dopo che lo Ster mise alcuni paletti sull’operazione di recupero legati alla destinazione d’uso preesistente.

Mentre sul fronte balneazione alle pozze delle Seriole, Ruggeri ricorda come sia vietato «fare il bagno nel Bitto, abbiamo anche sistemato un cancelletto per impedire il passaggio che sistematicamente viene forzato. È una zona esondabile e chi la frequenta lo fa a suo rischio e pericolo».


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