Verifiche superate  Impianti a fune  in piena sicurezza
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Verifiche superate

Impianti a fune

in piena sicurezza

La riunione in Prefettura dopo la tragedia «Garantito l’ottimo stato dei sistemi di risalita»

«Non sussiste alcuna preoccupazione sulla sicurezza degli impianti e nei tempi prescritti si riescono ad effettuare tutti i controlli programmati».

Parola di Giorgio Callegari, dirigente generale della direzione territoriale nord ovest del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità, intervenuto, ieri, insieme ad Henry Del Greco, direttore di Ustif (Ufficio speciale per i trasporti ad impianti fissi) Lombardia, al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito, online, da Salvatore Pasquariello, prefetto di Sondrio, per esaminare gli aspetti legati alla sicurezza degli impianti a fune in provincia di Sondrio.

Prove e verifiche

Un parco di 109 strutture, di cui quattro sono funivie bifune, una collocata nella skiarea Valchiavenna, al Groppera, un’altra a Chiesa in Valmalenco, la “Snow Eagle”, una terza, ancora, fra Bormio 2000 e 3000, e, infine, un’ultima, al Passo dello Stelvio.

A seguire una funicolare, 14 cabinovie e 24 seggiovie ad agganciamento automatico, 28 seggiovie ad attacco fisso e 38 sciovie.

Per un dominio sciabile, provinciale, che la fa da padrone, in Lombardia, con 450 chilometri di piste, off limits per tutto lo scorso inverno, anzi, per la precisione, dal 7 marzo 2020, per la pandemia, e ora prossime ad offrirsi al pubblico nella loro bucolica versione estiva.

E, musica per le orecchie degli impiantisti non può che essere il riconoscimento della bontà del lavoro svolto, in Valle, a garanzia della sicurezza, giunto dai vertici ministeriali, tanto più che si tratta di personalità molto in vista e molto considerate nell’ambiente. Persone con cui gli impiantisti hanno a che fare regolarmente quando si tratta di sottoporre a revisione gli impianti.

«I rappresentanti del ministero - è scritto nella nota inviata ai media dalla Prefettura di Sondrio - hanno garantito l’ottimo stato dei sistemi di risalita, atteso che gli stessi a seguito dei nulla osta rilasciati per la nomina dei direttori o dei responsabili dell’esercizio di ogni impianto e dell’approvazione dei regolamenti di esercizio delle infrastrutture, sono sottoposti a scrupolose verifiche e prove funzionali periodiche, sia strumentali sia a vista, che, con l’aumentare della distanza temporale fra le medesime, diventano sempre più approfonditi e rigorosi».

«Le carte in regola»

Concetto “stressato” anche da Massimo Fossati, presidente Anef Lombardia, intervenuto alla “call” online insieme a Piergiacomo Giuppani, consulente tecnico Anef e fra i massimi esperti italiani del settore, per il quale «gli impianti non solo sono, ma devono essere sicuri - ha detto -, perché bisogna operare sia professionalmente sia eticamente».

Dal canto suo, Arnaldo Soncelli, vicepresidente nazionale Federfuni, rappresentato in conferenza da Valeriano Giacomelli, ad della Società Impianti Bormio, e dal direttore di esercizio Pasquale Canclini, ha ribadito quanto siano «già puntuali e severi i controlli, tuttavia - ha detto - se si riterrà di introdurne di ulteriori, i nostri impiantisti non avranno nulla da temere. Perché hanno le carte in regola».

Soddisfazione per l’esito dell’incontro è stata espressa dal prefetto, Pasquariello, che ha avuto il merito di fare il punto della situazione sul settore in una fase, molto delicata, utile a meglio comprendere «non solo le necessarie e complesse fasi che vengono seguite per il corretto e sicuro funzionamento degli impianti di risalita - ha concluso -, ma anche lo stato in cui versano le numerose infrastrutture presenti sul territorio».


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