Verceia, appello per la chiesetta nata da un sogno
Nella chiesetta di San Giovanni Battista si dice messa il 24 giugno e il 15 ottobre (Foto by Foto don Amedeo Folladori)

Verceia, appello per la chiesetta nata da un sogno

Giovanni Fascendini ha eretto il tempietto in memoria del figlio morto in un incidente stradale. Dopo la sua scomparsa, gli amici che lo hanno sostenuto vorrebbero portare a termine l’opera da lui iniziata.

La notte che precedette la mattina del 15 ottobre di dieci anni fa in cui il figlio John morì in un tragico incidente stradale in Svizzera mentre andava al lavoro, Giovanni Fascendini sognò una croce illuminata sui monti sopra Verceia e subito intuì che era successo qualcosa di terribile. Per questo Giovanni, scomparso il 14 marzo di quest’anno, volle a tutti i costi costruire una chiesetta esattamente nel luogo del sogno e grazie all’aiuto del figlio più grande Ruetz, ci è quasi riuscito.

Quasi, perché problemi burocratici impediscono che l’abside sia chiusa da un muro, mancano ancora le rifiniture, ma servono soldi e anche l’aiuto di volontari che si diano da fare. Giovanni, descritto dagli amici come un uomo dall’apparenza burbero, ma dal cuore d’oro, si è quasi rovinato per realizzare il suo progetto per il quale ha mosso mari e monti, interpellando enti e istituzioni, l’allora vescovo di Como Diego Coletti, i suoi compaesani e le altre famiglie che come la sua, hanno perso troppo presto una persona cara.

Oggi quegli stessi amici, lanciano un appello per chiedere il sostegno economico e la disponibilità manuale necessari a completare la chiesetta di San Giovanni Battista, la cui prima pietra è stata posata il 24 giugno del 2012 e sperare che il sogno di un padre che solo adesso ha potuto riabbracciare suo figlio, diventi realtà. «Per Giovanni e per le famiglie dei ragazzi che non ci sono più - dice Patrizia Gobbi, a nome del gruppo “In cammino” - questo è il luogo della memoria. In fondo alla chiesa è stato costruito un muro con 88 mattoncini associati ai nomi di chi ha lasciato i suoi cari mentre aveva ancora davanti a sé progetti, esperienze, emozioni da vivere».

Due volte all’anno, il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista e il 15 ottobre, la ricorrenza della scomparsa di John, viene celebrata la messa per fare memoria, ma anche per condividere insieme un dolore troppo pesante da sopportare se si resta soli, una sofferenza che nemmeno il tempo riesce ad affievolire. In questi giorni è stata aperta una pagina facebook chiamata “Amici della chiesa di San Giovanni” in cui si trovano le foto di quest’uomo caparbio. Lui che scava, taglia e sposta pietre con la barba bianca e con una protesi al posto di una gamba che gli era stata amputata quando era ancora molto giovane e faceva il muratore. Giovanni che vende i suoi formaggini di capra.

Ci sono le immagini della chiesetta scattate da don Amedeo Folladori, ex parroco di Delebio, da quasi un anno trasferito a Mese, che ha sempre sostenuto il progetto avendo anche promosso la costituzione del gruppo “In Cammino”, composto da famiglie valtellinesi e valchiavennasche che hanno perso improvvisamente un figlio o un padre per un incidente stradale, sul lavoro o per una malattia grave. È stato aperto anche un conto Postepay intestato a Ruetz Fascendini, queste le coordinate per chi volesse dare il proprio contributo economico, secondo le proprie possibilità. Iban IT64N0760105138240983440988.m.


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