Ventimila cartoline: «Chiavenna, uniti per salvare il nostro ospedale»
Il messaggio riportato sulle cartoline per Gallera (Foto by foto lisignoli)

Ventimila cartoline: «Chiavenna, uniti per salvare il nostro ospedale»

Dopo le firme raccolte e il sit-in, il comitato vara un’altra iniziativa per dare un segnale in Regione. «Se chiudono il punto nascita, poi chiuderanno tutto».

“Valchiavenna, l’ospedale non si tocca!!!”. Ventimila cartoline, firmate da recapitare sul tavolo dell’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Obbiettivo ambiziosoquello messo nel mirino dal comitato “Insieme per l’Ospedale di Chiavenna”, che ieri sera ha presentato all’ex campofiera di San Cassiano di Prata Camportaccio (presenti una quarantina di persone tra cui il sindaco del paese, Davide Tarabini, il referente locale del Pd, Daniele Tavasci, quello dei commercianti Igor Micheroli) la sua nuova iniziativa.

Dopo le oltre 5000 firme raccolte negli anni scorsi, manifestazioni di piazza partecipate da migliaia di persone, presidi, sit-in e campagne per tenere l’attenzione alta in tema di sanità, nei giorni scorsi è arrivata la “sconfitta” con l’annuncio di Regione Lombardia di voler chiudere il punto nascita a favore di Gravedona. I volontari, soprattutto mamme, del gruppo non si sono dati per vinti e immediatamente hanno varato la campagna delle cartoline. Ventimila, che saranno distribuite da domani. L’obiettivo è coinvolgere le associazioni, i commercianti, la biblioteca, gli enti locali, cooperative, gruppi sportivi, parrocchie.

«Le ragioni per cui siamo fiduciose sulla piena adesione in Valchiavenna - spiegano le referenti del comitato - sono riconducibili alle ripercussioni dirette ed indirette correlate alla perdita del presidio ospedaliero al servizio della valle, sia da parte di chi la valle la vive ma anche da parte di chi la frequenta. La chiusura del punto nascita rappresenta il preludio della chiusura dell’intero ospedale e vista l’attuale situazione non si tratterebbe affatto di una previsione azzardata. Partendo dal rischio di escludere alcune fasce di popolazione dal servizio sanitario sempre meno accessibile per tutti, al non trascurabile rischio che rappresenta la decisione della Regione di affidare il servizio sanitario pubblico della Valchiavenna nelle mani del privato». Motivazioni forti, secondo il comitato, che dovrebbero portare a una larga adesione: «Il segnale nei confronti di Regione Lombardia deve arrivare forte e chiaro a supporto della proposta condivisa dai sindaci e dal prefetto di bloccare la chiusura del reparto di ostetricia-ginecologia fino a che non verranno individuare soluzioni alternative. Soluzioni che per noi consistono nel riconoscimento in termini logistico-orografico della nostra struttura per mezzo di adeguati potenziamenti, in primis consistenti in dotazione di personale dedicato da parte dell’azienda ospedaliera. La Valle non ci sta e scende in campo per il bene collettivo nostro e di chi verrà». Dito puntato anche sulla gestione delle emergenze con l’elisoccorso. «Non è la panacea di tutti i mali, non può volare in determinate condizioni meteo e non sempre è disponibile».

La campagna sarà autofinanziata, ma sono benvenuti i contributi. «In ogni cartoleria e farmacia - hanno spiegato ieri - sarà presente un contenitore per raccogliere offerte a sostegno delle spese per l’iniziativa, partita grazie a donazioni già ricevute e auto tassazione del comitato». Le cartoline potranno essere spedite a partire da domani fino al 15 settembre.


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