Variante brasiliana    Sette casi, curati a casa

Variante brasiliana

Sette casi, curati a casa

La dottoressa Rebucci: «State attenti, il virus circola ancora»

Son trascorsi quasi 15 mesi dalla scoperta del primo caso Covid, in provincia di Sondrio, avvenuto il 23 febbraio 2020 in Alta Valtellina, ma non siamo, ancora, fuori dal guado. E’ vero che il contagio è, di molto ridimensionato, ma il virus è ancora presente e ce lo ricordano gli operatori del centro Covid Morelli di Sondalo.

La responsabile, in particolare, Chiara Rebucci, sottolinea quanto sia ancora importante proteggersi perché il coronavirus circola ancora, con le sue mutazioni, rappresentate dalle varianti. Solo recentemente, infatti - evidenzia -, sono stati individuati sette casi di variante brasiliana, in persone che si trovano in isolamento al loro domicilio e che non hanno necessitato di ricovero ospedaliero. Mentre un altro caso di variante brasiliana, il primo individuato in provincia di Sondrio, risale all’inizio dell’aprile scorso.

Non si tratta di casi gravi, come detto, ma, tuttavia, rendono l’idea di quanto anche la nostra realtà periferica sia permeabile alle mutazioni del virus, e quanto lo sia nonostante tutte le restrizioni sui siamo sottoposti.

Che stanno venendo meno, aspetto di cui tutti, ovviamente, siamo felici, ma l’invito alla prudenza della dottoressa Rebucci merita di essere raccolto, tenuto conto che arriva da una persone che, molto, ha dato alla causa del Covid e sta, tutt’ora, dando.

La sua preoccupazione è rivolta, in particolare, alle fasce ancora non sottoposte a vaccinazione, perché è da lì che, nelle ultime settimane, arrivano le richieste di soccorso. Tant’è che, da Asst, non fanno che ripetere che i ricoverati in Terapia intensiva, otto, allo stato attuale, sono tutti appartenenti alla fascia 50-60 anni, mentre si sono ridotti drasticamente, se non, addirittura, azzerati, i ricoveri di over 80, ormai quasi completamente vaccinati, con prima e seconda dose.

Ricordiamo che, lunedì, erano 50 i ricoverati al centro Covid Morelli, rispetto ai 65 di una settimana fa e agli 84 di inizio mese. Per cui, di un vero e proprio sgonfiamento della pressione sui reparti, si tratta, tant’è che ne restano aperti solo tre, al 1° padiglione, oltre alla Terapia intensiva, collocata al 4°.

Provvidenziale, rispetto al trattamento del virus, oltre alla disponibilità dei vaccini, anche il maggiore know how acquisito rispetto al trattamento sanitario, alla possibilità di accedere agli anticorpi monoclonali, in esordio di malattia, e alla possibilità di sottoporre i pazienti a controlli regolari nell’ambulatorio, dedicato, di follow up.


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