Vandalismi, due dimissioni a Dazio: «Così si rovinano i ragazzi»
Il municipio di Dazio

Vandalismi, due dimissioni a Dazio: «Così si rovinano i ragazzi»

Lasciano un assessore e un consigliere comunale: «Non doveva finire con una denuncia penale».

Il caso del cartello luminoso rotto da alcuni ragazzi fa saltare la maggioranza di Dazio dove si dimettono l’assessore Simona Claudia Gorla e il consigliere Paolo Paniga. E in consiglio si sollevano le critiche della minoranza verso il sindaco: «C’erano mille modi meno aggressivi per punire i danni al patrimonio pubblico senza arrivare a una denuncia penale che porterà i ragazzi al Tribunale dei minori di Milano», ha detto Giordano Buzzetti.

Il primo cittadino Antonio Cazzaniga ha spiegato come «si è cercata la mediazione», ma dopo il primo incontro i genitori dei ragazzi sospettati e convocati in municipio «hanno inspiegabilmente cambiato idea e non si sono più fatti sentire. In ogni caso la denuncia resta contro ignoti», ha detto Cazzaniga martedì durante il consiglio seguito da un pubblico numeroso.

Il gesto punito risale alla scorsa estate quando un gruppo di ragazzi ha preso a sassate un cartello luminoso. Un episodio immortalato in un video (anche se le immagini sembrerebbero poco nitide). Quindi gli amministratori comunali hanno convocato i genitori dei presunti autori per discutere il caso e hanno deciso di procedere con una denuncia contro ignoti. «Poi i carabinieri hanno espressamente chiesto di acquisire le convocazioni delle famiglie», ha ammesso il sindaco. Alla fine di giugno a cinque ragazzi fra i 14 e 18 anni è arrivata la notifica di un procedimento penale.

Di più non si sa, perché il sindaco, per questioni di privacy, ha proposto una discussione a porte chiuse «dove fare i nomi e riportare la cronologia esatta dell’episodio invece di chiacchierare senza conoscere compiutamente i fatti o offendere aggravando la situazione. Siamo disponibili - le parole di Cazzaniga - anche a un incontro con tutti i genitori interessati, con i componenti del consiglio e i carabinieri per chiarire una volta per tutte la responsabilità dell’accaduto. Considerando che compito di un’amministrazione è anche la tutela dei beni pubblici». Inoltre Cazzaniga ha ritenuto di procedere esclusivamente alla surroga dei dimissionari «poiché, come esplicitato da sentenza del Consiglio di Stato le motivazione che sottostanno alle dimissioni sono “del tutto irrilevanti per l’ordinamento giuridico”». Da qui la protesta e la richiesta di spiegazioni della minoranza, parte della quale ha poi abbandonato l’aula.

Ma è soprattutto la modalità con la quale è stata gestita la questione nei confronti dei ragazzi e delle famiglie a non essere andata giù all’opposizione:«Perché si è arrivati a tanto? - ha affermato Fausto De Bianchi -. Si può discutere del caso senza fare nomi, ma pubblicamente nel rispetto dei cittadini. Ed è vero che la denuncia è contro ignoti, ma in calce vengono riportati i nomi dei genitori dei ragazzi sospettati, c’è un video. Ovvio poi che i carabinieri abbiano fatto le dovute indagini su questi elementi. È una situazione gravissima che mette in difficoltà dei minori e che ha portato discordia in paese: è stato creato un caso penale che poteva essere risolto con il buon senso».


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