Vandali in stazione, controlli mirati
Un gruppo di studenti ieri mattina nella stazione di Sondrio

Vandali in stazione, controlli mirati

Dopo gli ultimi episodi si studiano le immagini delle telecamere, intensificati anche i servizi nella zona. «Non vogliamo che diventi un’area degradata e pericolosa». Giovedì sera le minacce ad una donna nel sottopasso.

Giro di vite contro i vandalismi in stazione e gli altri spiacevoli episodi segnalati nei giorni scorsi da alcuni ferrovieri. Il loro grido d’allarme era stato ripreso da Giorgio Nana, segretario della Filt Cgil e dal prefetto Giuseppe Mario Scalia che ha sollecitato tutte le forze dell’ordine e il sindaco di Sondrio «ad un’azione di controllo e prevenzione mirata». Per identificare gli autori di questi vandalismi vengono studiate le immagini delle telecamere che sono nella zona,ora al vaglio sia della polizia locale che dalla Questura. «La situazione è sotto controllo- sottolineano comunque dalla Questura- abbiamo anche intensificato i servizi mirati che già facevamo regolarmente nella stazione e nelle zone vicine».

Resta comunque alta la preoccupazione di chi vi lavora quotidianamente. «Non vogliamo che la stazione di Sondrio diventi una zona pericolosa o degradata, come è già accaduto purtroppo in altre città lombarde» è il loro timore.

Tanto per rimanere agli ultimi giorni, infatti, basta citare quei ragazzi, probabilmente tutti minorenni, che sono saliti su un carrello elevatore - fermo in stazione- che si usa per la manutenzione della linea elettrica danneggiando le attrezzature. O il sedile divelto da un treno in corsa e lanciato fuori dal finestrino all’altezza di Chiuro. Per non parlare dell’allarme per quei ragazzi che attraversano i binari senza passare dal sottopassaggio «spesso usando anche le cuffiette con la musica e quindi, con meno possibilità di sentire l’arrivo di un treno». I problemi sono anche altri. «In certi momenti la situazione non è facile -spiega un ferroviere - ci sono tanti stranieri che si fermano a lungo, occupano tutti i posti a sedere, alle volte litigano tra di loro, creando non poco disagio». Non solo. Anche usare i servizi igienici in stazione, in maniera particolare per le donne giovani, può diventare un incubo. «Più di una volta - continua - ci sono state donne che ci hanno segnalato di essere state seguite o che temevano di venire spiate. Pochi giorni fa una ragazza è venuta a chiederci se poteva usare i servizi destinati al personale perché era stata seguita da uno straniero e non si sentiva sicura. Siamo andati a vedere, ma quella persona si è subito allontanata».

Giovedì sera l’enensimo brutto episodio. Nel sottopasso, una donna che si era fermata vicino ad un uomo che sembrava essere in difficoltà si è vista passare vicino un ragazzo in bicicletta. Lo ha invitato a prestare maggiore attenzione e per tutta risposta si è sentita ricoprire di insulti e di minacce, tanto che ha segnalato il fatto alla polizia municipale. A tutto ciò si aggiungono anche i problemi che si verificano sui treni, più volte finiti nel mirino dei vandali.

«Se con gli stranieri i problemi possono essere provocati da chi è senza i biglietti, sono soprattutto giovani italiani a danneggiare e sporcare. Oltre ai graffiti che fanno sulle pareti esterne dei treni, ci ritroviamo con sedili sporchi o rovinati, scritte varie, sporcizia». Ma l’elenco comprende anche vetri rotti, rotoli di carta igienica, copritazza sradicati dai servizi igienici, addirittura i martelletti per le emergenze strappati e lanciati dai treni in corsa.

Il problema dei danneggiamenti dei treni è stato più volte sottolineato in passato anche da Trenord: a livello lombardo i danni si traducono in costi pari a quasi dieci milioni all’anno. Si registrano in media due episodi significativi al giorno e 8.250 ore di fermo treno all’anno per poter togliere graffiti, cambiare sedili e sostituire tende. I martelletti frangi vetri rubati sono ben 12mila, gli estintori 250, i sedili distrutti 3.500.


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