Ucciso ai Caraibi: «Nicola aveva deciso di rientrare in Valle»
Imprenditore di 57 anni, Nicola Gerosa è stato ucciso con diversi colpi di pistola nella Repubblica Dominicana

Ucciso ai Caraibi: «Nicola aveva deciso di rientrare in Valle»

Gli amici di Gerosa scossi dal terribile assassinio avvenuto venerdì a Boca Chica. «Ci aveva detto di voler chiudere il locale di cui era proprietario e trasferirsi nuovamente a Sondrio».

«A fine anno Nicola Gerosa sarebbe tornato a Sondrio definitivamente». Il 57enne originario di Chiuro, ma residente nel capoluogo, era intenzionato a vendere il piano bar di Boca Chica, nella Repubblica Dominicana, a circa 30 chilometri da Santo Domingo, e quindi a lasciare i Caraibi dove si era trasferito nel 2015.

Lo affermano gli amici del valtellinese, scossi dalla tragica notizia dell’efferato delitto di cui è rimasto vittima, consumato venerdì sera in calle Juan Bautista Vinici, la strada che l’imprenditore valtellinese era solito fare in auto per raggiungere il suo locale. Quella sera, erano circa le 22,30, a bordo della sua Mitsubishi grigia, c’era anche la dominicana Jennifer Clamont (che non è moglie come erroneamente riportato dalle agenzie), uscita illesa dalla gragnuola di colpi esplosi da due vetture che a un tratto avevano affiancato Gerosa. Lui non ce l’ha fatta. Troppe le ferite sul corpo e in punti vitali. Un agguato in perfetto stile mafioso.

Sulle prime era circolata voce che avrebbe potuto trattarsi di una rapina, ma in realtà pare più un regolamento di conti. Forse l’italiano ha pestato i piedi a qualcuno, oppure non si è piegato a una richiesta. Non a caso tra i primi a essere convocati in caserma c’è stato il socio in affari, il 42enne Cristina Besana, anche lui italiano.

L’inchiesta a Boca Chica è alle prime battute e al fascicolo aperto dalla polizia dominicana si è affiancato quello della Procura di Sondrio che ora indaga per omicidio (un atto dovuto trattandosi di un cittadino italiano vittima di un crimine all’estero). Presto per sapere se la salma sarà rimpatriata a Sondrio. Per ora è trattenuta dall’Instituto Nacional de Ciencias Forenses (Inacif), che si occupa dell’autopsia. In Valle la notizia è rimbalzata domenica, dopo essere stata diramata dalle agenzie nazionali. Nicola Gerosa era nato a Chiuro, dove ancora vive il fratello minore. Il padre ha lavorato per una casa vinicola, la madre, invece, scomparsa per una malattia, aveva diretto l’ufficio postale del paese, mentre i fratelli Ezio e Vittorio vivono ancora lì. «Nicola era un tipo in gamba, sveglio e molto professionale», dicono gli amici.

Aveva lavorato per un periodo nel gruppo Autotorino (parlava inglese in modo fluente) e poi, fino al 2014, nell’azienda Valtellina Promotion. In un viaggio di piacere, fatto in quegli anni con alcuni amici di Chiuro, giunse a Boca Chica, periferia di Santo Domingo (poco più di 140mila abitanti). Il paesaggio lo lasciò senza parole e saputo della possibilità di rilevare un locale, non ci pensò due volte. Del resto in Valtellina le cose per lui non stavano girando come avrebbe voluto, motivo in più per voltare pagina.

«Nel giro di sei mesi era cosa fatta e si trasferì in quel Paese - dicono gli amici -: Qui tornava alcune volte l’anno. L’ultima è stata nell’estate scorsa. È rimasto qui da giugno a luglio. Poi è rientrato, deciso a chiudere la sua attività lavorativa».

Sposato a una dipendente dell’Inps di Sondrio, una figlia - Michela di 23 anni -, Nicola Gerosa anche se si allontanava per lunghi periodi dalla famiglia aveva sempre mantenuto buoni e costanti contatti.Ora sono i suoi familiari a essere incollati al telefono con l’ambasciata italiana a Santo Domingo per capire se ci sono stati sviluppi e come stanno procedendo le indagini. Boca Chica è una località rinomata per la sua spiaggia, ma purtroppo non gode di una buona fama. L’omicidio di Gerosa è il secondo negli ultimi giorni costato la vita a un italiano.

Lo scorso 13 ottobre Piero Testoni, settantenne originario del Sassarese, è stato soffocato da una ventiquattrenne. La donna, Arisleida Caraballo de la Cruz, che da quattro anni aveva una relazione con Testoni, ha confessato il suo coinvolgimento nell’omicidio al quale avrebbero partecipato anche Yoeimi Caraballo de la Cruz e Thommy Vásquez Romero, sorella e cognato della 24enne. I due, marito e moglie, sono ora ricercati dalla polizia.


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