Valmalenco, dopo il caos è polemica sulla pulizia del bosco
Operai e volontari al lavoro

Valmalenco, dopo il caos è polemica sulla pulizia del bosco

Riaperta la strada è tempo di riflessioni. «Senza interventi saremo sempre al punto di partenza».

Dopo la tempesta, la strada per la Valmalenco è stata riaperta. Merito del grande lavoro dei tanti operai e volontari che per 24 ore hanno lavorato senza sosta per sistemare i danni causati dal maltempo. In centro a Chiesa Valmalenco il pensiero della gente è a senso unico: «La strada ora è buona - spiega Simone che è appena rientrato in valle dalla vicina Engadina -. Non è stata la prima volta e non sarà l’ultima: l’avevo scritto su Facebook proprio poche ore prima degli smottamenti e purtroppo quel che avevo paventato è avvenuto. Perché non tagliano le piante a bordo strada? Dovrebbero tagliarle a monte e a valle per almeno cinque-sette metri dalla carreggiata; portano sporco, rendono l’asfalto scivoloso, limitano la visibilità alle auto, sono pericolose in inverno sotto il peso della neve , e per il vento e i forti temporali durante tutto l’anno. Perché al di là del Pizzo Scalino questi problemi non ci sono e qui sì?».

Roberta abita a Tresivio ma lavora a Chiesa Valmalenco; anche lei, come tanti, mercoledì mattina non ha potuto raggiungere l’ufficio: «La strada ora è aperta - afferma dopo essere appena arrivata in paese -. È pulita, ma è triste vedere tutti quegli alberi caduti».

Per Paolo, anch’egli appena arrivato a Chiesa, «se non si fa mai niente per tenere pulito il bosco, saremo sempre al punto di partenza». Luca fa un paragone con la tragica alluvione del 1987. «Per alcuni aspetti mi sono sentito proiettato indietro nel tempo di 30 anni - dice -, per altri ringrazio di essere nel 2018. Non mi sono accorto di nulla martedì sera, ho scoperto quello che era successo il mattino dopo andando in edicola, e lì ho avuto una sorta di flashback: come trent’anni fa, appena entrato in negozio non ho visto i giornali e ho avuto subito la sensazione che fosse successo qualcosa. L’edicolante mi ha detto che i giornali non sarebbero arrivati per via degli smottamenti. Rispetto all’87, quando avevo 12 anni - continua -, ci sono due grandi differenze: siamo in autunno, la quota neve è bassa e questo ha evitato il disastro di allora; in quella famosa estate venivamo informati col passaparola e coi Tg; ieri il sindaco Renata Petrella - a cui faccio i complimenti - è stata bravissima a fornire regolarmente notizie fresche via social. Ho seguito l’evoluzione degli eventi sulla sua pagina Facebook e sul profilo Twitter del comune di Lanzada. Un bel passo in avanti. Ora - conclude - mi auguro si faccia altrettanto anche dal punto di vista della manutenzione del verde: non soltanto la Provinciale, ma anche le strade per Primolo, Chiareggio e Caspoggio richiedono interventi urgenti».

Meritano invece di essere ricordati i particolari dell’intervento che lunedì sera ha permesso a una giovane donna residente in Valmalenco di raggiungere in tempo l’ospedale di Sondrio per dare alla luce il figlio che portava in grembo.

La donna stava scendendo a Sondrio con il marito proprio per andare all’ospedale quando si è trovata di fronte gli alberi e i detriti che le hanno sbarrato la strada. Subito è scesa un’ambulanza da Chiesa per poter garantire un’assistenza costante alla paziente. Vista l’impossibilità di far decollare l’elicottero a causa delle proibitive condizioni meteo, la donna è stata fatta salire sulla Panda 4x4 di un volontario del soccorso alpino, assieme al personale del 118 che è sempre rimasto pronto a intervenire in caso di emergenza. Passando dal sentiero Rusca in mezzo ai vigneti, l’auto è riuscita a raggiungere l’ospedale e, poco più tardi, la donna ha potuto partorire normalmente.


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