Vallespluga, lunghe code sulla 36  Protestano residenti e operatori turistici
Auto in coda a Pianazzo

Vallespluga, lunghe code sulla 36

Protestano residenti e operatori turistici

Tra Madesimo e Campodolcino traffico deviato a causa dei lavori di consolidamento sulla galleria Sandrini

Segnalazioni e proteste a getto continuo: fine settimana complicatissimo per chi doveva muoversi in automobile lungo la Statale 36 in Alta Vallespluga.

Sta cominciando a pesare non poco la chiusura della Provinciale n. 1 di Isola per i lavori di consolidamento della galleria Sandrini. Una lunga coda, soprattutto durante il mattino e il tardo pomeriggio e soprattutto sabato ha rovinato la giornata a molti vacanzieri e reso la vita non semplice a chi, invece, si muoveva per lavoro tra Campodolcino e Madesimo.

Gli effetti si sono visti anche più a valle, fino a Chiavenna. Tutto il traffico dalla Provinciale viene incanalato lungo la Statale 36. La strada del Donegani, che per quanto architettonicamente bellissima non è proprio il massimo in quanto ad agibilità.

Soprattutto per i mezzi più lunghi. I camper e i furgoni bloccati lungo i tornanti non sono certo una novità. La formazione di code nei momenti di forte traffico sono inevitabili. La protesta è, come sempre, tracimata anche su internet, con commenti al vetriolo nei confronti dell’amministrazione provinciale. Già nel centro del mirino nelle scorse settimane: «E poi vogliamo parlare di turismo? - commenta un operatore commerciale della zona - . La situazione è vergognosa».

Nelle scorse settimane si erano lamentati anche gli agricoltori e gli allevatori, alle prese con le difficoltà a caricare gli alpeggi a causa dei problemi di transitabilità della Statale per i mezzi di grosse dimensioni. Qualcuno si sta arrangiando con mezzi più piccoli. Aumentando, ovviamente, costi e perdite di tempo. C’è anche chi sottolinea la questione “sicurezza”.

L’Alta Vallespluga non è certo l’unica zona raggiungibile con una sola strada, ma sono proprio le difficoltà legate al tracciato della Statale a far sorgere dubbi: «Ma se deve salire un’ambulanza e c’è il turista col camper incastrato, come la mettiamo?» commenta un automobilista. Eppure i lavori sulla Sandrini erano necessari e scorrendo la cronologia dei passaggi tecnici e burocratici seguiti dall’amministrazione provinciale tutto si può dire se non che le cose sono state fatte nei tempi più celeri possibili.

La chiusura è caduta nel mese di giugno, ma a luglio e agosto le cose sarebbero andate sicuramente peggio. Tutto sta a capire se era possibile, e opportuno, spostare i lavori alla fine della stagione turistica. A settembre. Non resta che sperare che la strada riapra come previsto con la fine del mese.


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