Valanga travolge sci alpinisti    Due feriti lievi in ospedale
L’intervento degli scialpinisti nel territorio comunale di Teglio (Foto by foto Soccorso alpino)

Valanga travolge sci alpinisti

Due feriti lievi in ospedale

Teglio Si è staccata una parete di ghiaccio mentre passava una comitiva di sette persone, tre sono rimasti sotto

Si è sfiorata la tragedia, ieri, sulla Cima Torena, nel territorio comunale di Teglio, al confine con la bergamasca Val Bondione. L’allarme è scattato alle 11.11 quando, dall’alta quota, è partita la richiesta di soccorso per il distacco di una parete di ghiaccio che ha parzialmente travolto una comitiva composta da sette sci alpinisti.

Tre di questi, in particolare, sono semiscomparsi sotto la neve e il ghiaccio e, fra i compagni, è stato gelo. Hanno chiesto aiuto e, prontamente, la centrale operativa Soreu di Bergamo ha allertato i tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino, stazione di Aprica, e il Sagf, Soccorso alpino della Guardia di Finanza. A portare in quota le squadre, unitamente ad un’unità cinofila addestrata per la ricerca in valanga, l’elisoccorso di Bergamo.

Fortunatamente, tutte e tre le persone in difficoltà sono state, nel giro di poco, liberate dalla neve mista a ghiaccio nella quale erano imbrigliate e trasportate, in parte all’ospedale di Sondrio e in parte al Papa Giovanni di Bergamo.

In particolare, a Sondrio, per accertamenti, sono giunti i due sci alpinisti residenti nella nostra provincia, un giovane di 27 anni e un uomo di 52, mentre il 46enne proveniente dal Lecchese è stato trasportato a Bergamo.

Se la sono cavata con lievi contusioni, tuttavia, dal Soccorso Alpino di Aprica giunge il pressante invito a porre la massima attenzione alle uscite scialpinistiche in ragione della particolare conformazione, attuale, dal manto nevoso lungo i versanti.

«Le giornate sono caldissime - precisa Alessandro Cioccarell i, capostazione del Soccorso Alpino di Aprica - e questo, in presenza di così tanta neve, come abbiamo quest’anno, rende i pendii molto insidiosi. La cosa appare intuitiva, tuttavia, le chiamate di soccorso si sono sprecate questo fine settimana. E questo significa che non viene effettuata una pianificazione accurata dell’itinerario che tenga conto, da una parte, della preparazione fisica di chi lo affronta, e, dall’altra, dello stato dei luoghi e delle variabili meteo. L’unico dato positivo, che notiamo, è il fatto che gli scialpinisti sono, ora, dotati delle apparecchiature di ricerca in valanga che sono obbligati a portare, però, certamente, non basta».

Emblematico quanto accaduto ieri su una “classica” dello scialpinismo, come la traversata sulla Torena, del cui esito è stato informato, per competenza territoriale, anche il Comando compagnia Carabinieri di Sondrio, in capo al capitano Saverio Leone.

Poco dopo, ancora, intorno alle 12.30, altro intervento del Soccorso Alpino di Morbegno, per uno sci alpinista infortunatosi in Val Gerola, sul monte Salmurano, a pochi metri dalla cima. Ha riportato un trauma ad una spalla ed è stato elitrasportato, in codice verde, al Papa Giovanni di Bergamo.

Altri sei interventi

Ben sei, invece, gli interventi del Soccorso alpino e del Sagf, nella giornata di sabato, in provincia di Sondrio, sul totale delle 15 uscite in emergenza e urgenza. Numeri che, invero, non si vedevano da mesi, tenuto conto del susseguirsi di lockdown in zona rossa o arancione. Situazioni gravi non se ne sono prodotte, ma l’elisoccorso è volato in tutte le direzioni in supporto a persone intente a fare il fuori pista o a praticare, in alcuni casi, i comprensori chiusi per decreto.


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