Valanga a Livigno, scatta la caccia   ai responsabili
La bonifica del soccorso alpino

Valanga a Livigno, scatta la caccia

ai responsabili

Indagini in corso per risalire alla comitiva di sciatori austriaci che ha tagliato la neve.

L’allarme è scattato vero le 11,30 di ieri, quando un turista che stava guardando il versante del Monte della Neve si è accorto della slavina e della presenza nella valletta di alcuni scialpinisti. Nessuno è rimasto coinvolto, ma è certo che le forze dell’ordine non intendono fare finta di nulla. Anzi. Ora è caccia alla comitiva di scialpinisti - a quanto pare gente esperta - che ieri mattina, incurante dell’allarme e dell’allerta lanciata dal bollettino nivo-meteo, sconsigliava vivamente di inforcare gli sci e di gettarsi nella neve fresca. Il rischio “marcato” - grado tre - è stato però ignorato dai turisti stranieri che hanno scelto quale luogo della loro escursione una delle classiche mete del freeride: la valle a Nord del paese, perfettamente visibile dalla Casa della Sanità.

La slavina si è staccata in località Paradisin, a 2400 metri di quota: un fronte di 20 metri di larghezza per uno scorrimento di 200. Non una valanga impressionante come dimensioni, ma non per questo non pericolosa.

Non appena è scattato l’allarme in zona è stato inviato l’elicottero del 118 e una squadra del soccorso alpino che ha raggiunto a piedi la zona.

Tutti gli sciatori austriaci - chi dice cinque, chi sette - si erano già messi in salvo da solo, anche perché nessuno è rimasto completamente travolto dalla massa di neve, ma gli uomini del soccorso alpino sono rimasti in zona per una accurata bonifica, che ha consentito di escludere la presenza di persone sotto la slavina.


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