Vaccino, terza dose   per 42 mila ultra 60 enni
Il centro vaccinale di Sondrio nel mese di maggio, quando si vaccinavano gli over 50 (Foto by gianatti)

Vaccino, terza dose

per 42 mila ultra 60 enni

La campagna Il via libera del Ministero alla somministrazione, ma solo se trascorsi sei mesi dalla seconda

Via libera alla somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid anche per i fragili e gli over 60. In provincia di Sondrio la decisione comunicata venerdì sera dal Ministero della salute interessa 42.400 persone di età compresa tra 60 e 80 anni, mentre sono 15.660 gli over 80 per cui si sono già aperte le prenotazioni la scorsa settimana ed è iniziata la somministrazione.

Logistica

A livello locale ora bisognerà capire come verrà organizzata a livello logistico la somministrazione della terza dose ad una più ampia platea rispetto a quella degli ultra ottantenni.

Conclusa la campagna della vaccinazione massiva, iniziata lo scorso 12 aprile, che aveva richiesto spazi più ampi, ricavati nella palestra dell’Istituto “De Simoni-Quadrio”, concessa dalla Provincia, per la somministrazione della terza dose a Sondrio si è tornati al Policampus, che era già stato utilizzato nei mesi scorsi.

Ma potrà bastare quando anche i fragili e gli over 60 potranno richiedere la nuova dose di vaccino? C’è abbastanza tempo per organizzarsi, basti pensare che i lombardi nati prima del 1961 hanno potuto iniziare a prenotare la prima dose a partire dal 22 aprile e, quindi, i primi ad aver completato il ciclo lo hanno fatto nella seconda metà di maggio; quindi, non potranno ricevere la terza dose prima della seconda metà di novembre.

C’è infatti da tener presente che la terza dose potrà essere inoculata trascorsi almeno sei mesi dalla seconda (o dalla prima e unica in caso di vaccino Johnson). «Alla luce delle ultime deliberazioni di Ema - spiega il Ministero - via libera alla terza dose di vaccino per i fragili di ogni età e per tutti gli over 60, sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione».

La decisione è stata presa mentre sono ancora 8,4 milioni gli italiani che non hanno fatto neppure il primo shot del vaccino anti-Covid (il 15,54% della popolazione vaccinabile). Se guardiamo al nostro territorio risultano ancora 13.362 persone a cui non è stata somministrata nemmeno la prima dose, pari l’8,68% della popolazione target.

Le motivazioni

Precisamente, le categorie interessate sono «persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti, e a persone di età pari o superiore ai 60 anni». Questa decisione, si spiega nella circolare del Ministero, «è motivata dal fatto che esse sono caratterizzate da un aumentato rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Queste categorie (unitamente a quelle per cui la campagna terza dose è già partita, vale a dire immunodepressi e over 80) sono quelle per le quali viene raccomandata anche la vaccinazione anti-influenzale».

Per quanto riguarda il terzo shot, il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, chiarisce che «non si pensa per il momento a un richiamo universale su tutta la popolazione».


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