Vaccino, arrivano i cinquantenni  È la prima fascia “non a rischio”
Inizia una nuova fase della campagna vaccinale (Foto by gianatti)

Vaccino, arrivano i cinquantenni

È la prima fascia “non a rischio”

La campagna Aperte le prenotazioni per i nati dal 1962 al 1971, figli del baby boom

Mentre un terzo di coloro che devono essere vaccinati ha ricevuto almeno la seconda dose, parte oggi la fase successiva della campagna vaccinale.

Da oggi, infatti, possono prenotarsi anche coloro che sono nati tra il 1962 e il 1971. i cinquantenni. Le modalità di prenotazione delle vaccinazioni, anche per gli over 50, sono sempre le stesse vale a dire: on line attraverso il portale di Poste Italiane (prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it); portalettere; sportelli Atm di Poste Italiane; numero verde 800.894545.

La fascia dei cinquantenni è numericamente importante, perché comprende i figli del baby boom degli anni Sessanta. Ed è la prima fascia ritenuta “non a rischio” che arriva alla fase massiva della campagna. E il sistema si è adeguato , potenziando quella che potremmo chiamare la forza vaccinale.

«Per dar corso a tutte le prenotazioni in agenda, circa 15mila in sette giorni, con una media di oltre 2mila al giorno - precisano da Asst Valtellina e Alto Lario - i centri vaccinali massivi (al 6° padiglione del Morelli, al Polifunzionale di Villa di Tirano, alla palestra del De Simoni-Quadrio di Sondrio, al Polo fieristico di Morbegno, e al Palestrone di Chiavenna, nda.) saranno organizzati su due turni, anziché uno, come avvenuto fino ad ora, con il doppio degli operatori fino ad oggi coinvolti. Dalle 8 alle 14 verranno somministrate le prime dosi di vaccino, mentre, dalle 14 in avanti, toccherà ai richiami. Con équipe formate da medici ospedalieri e dei presidi territoriali, da infermieri e impiegati amministrativi dipendenti da Asst e con alcuni medici di base».

Sarà somminstrato vaccino Pfizer e AstraZeneca, che hanno tempi di richiamo diversi. E ieri l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, con un tweet ha sottolineato la voglia di tornare alla normalità dei cittadini lombardi, che in rari casi hanno rifiutato il vaccino AstraZeneca, e ha chiesto, più o meno velatamente, di destinare un maggior numero di fiale del vaccino anglo-svedese al nostro territorio.

«Lombardia prima tra le regioni per utilizzo del vaccino AstraZeneca, somministrato l’86% del consegnato» ha scritto la vicepresidente, che ha poi sottolineato come il siero sia stato «rifiutato da meno dello 0,5% grazie a una posizione chiara della regione basata su dati scientifici, alle informazioni negli hub e alla voglia dei lombardi di riprendersi la loro vita».


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