Vaccini, torna la palestra        in via Tirano
Si torna a vaccinare da oggi nella palestra Quadrio de Simoni di via Tirano

Vaccini, torna la palestra

in via Tirano

Potenziamento Allestita in tempi record dalla Protezione civile e dall’antincendio la Quadrio De Simoni

A un anno esatto dal primo vax-day, svoltosi in provincia di Sondrio, precisamente il 27 dicembre 2020, nell’ospedale del capoluogo, la necessità di rafforzare le difese immunitarie con la terza dose booster è una certezza.

Un’opzione sulla quale tutti spingono, tant’è che, alla vigilia di Natale, Aifa, Istituto superiore di sanità e ministero della Salute hanno aperto alla terza dose a quattro mesi dall’ultimo richiamo.

Intervallo di tre mesi

Ieri, Israele, ha fatto di più, riducendo l’intervallo a tre mesi, ma il concetto è chiaro, bisogna correre. Bisogna vincere gli effetti del virus sul tempo e non è facile, perché, in alcuni casi, si tratta di reimpiantare un sistema da poco smantellato.

E’ il caso degli hub vaccinali di Sondrio e di Morbegno, realtà rimaste quasi scoperte per circa tre mesi, per quanto la scopertura, a Sondrio, si sia sentita meno, dato che coloro che non hanno trovato posto nell’unico polo attivo, quello del Policampus, si sono, comunque, spostati sull’hub di Villa di Tirano che ha assorbito molta richiesta, permettendo un’ottima copertura per terza dose, non solo di tutto il Tiranese, ma anche del Sondriese.

E, proprio oggi, quest’ultimo territorio potrà tornare a convergere sulla palestra Quadrio-De Simoni, di via Tirano, riallestita in tempi record dai volontari del Gruppo di protezione civile e antincendio boschivo di Sondrio. Per un totale di 50 ore di vaccinazione previste di qui a domenica 2 gennaio, che vanno a sommarsi alle 19 ore fissate al Policampus, dove, oggi e domani, si vaccinano i bimbi dai 5 agli 11 anni. In totale, quindi, nonostante la chiusura, ovunque, del 1° gennaio, le ore di vaccinazione, questa settimana, a Sondrio, salgono a 69 contro le 58 della scorsa.

Le percentuali

«Il centro vaccinale più ampio e spazioso - dice Lorena Rossatti, assessore alla Protezione civile del Comune capoluogo - sarà in grado di aumentare le somministrazioni proprio in questa fase particolarmente delicata che richiede la nostra massima attenzione. Chiedo, in particolare, prudenza ai più giovani, in questi giorni di festa. Se tutti ci impegneremo, sarà più facile uscirne».

Ed a salire, sono le ore di vaccinazione, anche a Morbegno, dove passano da 53 a 61. Purtroppo, però, ancora tutte concentrate sulle due sole linee vaccinali offerte dal Pot, Presidio ospedaliero territoriale, perché «il trasferimento al Polo fieristico - precisano da Asst Valtellina e Alto Lario - avverrà a breve, non appena sarà completato l’allestimento degli spazi».

Un problema, questo, della carenza di terze dosi su Morbegno e limitrofi, che si spera possa risolversi al più presto, perché attendere fino al 10 gennaio per poter riversare la richiesta sul Polo fieristico appare rischioso. Vale la pena ricordare che, il Morbegnese, con Livigno, è l’unico territorio lombardo, unitamente alla Bassa Bresciana, con percentuali così base di copertura per terza dose. Ieri, Morbegno, era al 14%, Cosio Valtellino all’11%, Talamona e Traona al 10%, Albaredo al 9%, Cino all’8%, Mello al 7%, solo per citare alcuni territori. Questo rispetto ad una copertura provinciale del 25,73%, con 46.114 cittadini coperti, e punte del 39% su Grosotto, 38% a Tirano, 37% ad Aprica, 36% a Sondalo, Ponte in Valtellina, e Castello dell’Acqua, 35% a Teglio e a Grosio, 34% a Bormio, 32% a Sondrio, e 31% a Chiavenna.

In aumento anche la copertura per seconda dose, e per prima. Sotto Natale sono state 102 e prime dosi effettuate e non a bambini, perché i centri per i bimbi non erano aperte.

Significa che c’è chi si sta avvicinando, ora, alla vaccinazione, un po’ per costrizione, un po’ per timore del contagio dilagante.


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