Vaccini obbligatori, un bambino su 10 deve mettersi in regola

Vaccini obbligatori, un bambino su 10 deve mettersi in regola

Sono queste le stime dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) della montagna per quanto riguarda gli obblighi introdotti dalla nuova legge entrata in vigore il 6 agosto per le scuole d’infanzia, primarie, medie e superiori.

Entro il 10 settembre le famiglie dei bambini più piccoli per risultare regolarmente iscritti ad asili nidi e materne dovranno presentare l’autocertificazione o il certificato vaccinale se in regola con i sieri, oppure la formale richiesta di appuntamento per effettuare la vaccinazione se non in regola o, ancora, attestazione di esonero in caso di condizioni cliniche particolari.

Proprio per andare incontro alle esigenze della famiglie l’Ats della montagna sta preparando i certificati vaccinali, intanto dei bambini delle annate 2013 e 2014. «Abbiamo cominciato da loro - spiega il direttore sanitario Lorella Cecconami - perché sono quelli con un’incidenza maggiore, considerato anche che non tutti i bambini piccoli da noi frequentano i nidi. Poi proseguiremo con le altre annate».

Attualmente, secondo i dati stimati dall’Ats, sul cui territorio comunque le coperture vaccinali sono alte e addirittura in ripresa rispetto alla flessione fatta registrare un paio d’anni fa, nella fascia di età compresa tra gli zero e i sei anni (ma il 2017 ancora non fa testo) sarebbero 350 coloro con un ciclo vaccinale incompleto o non eseguito.

Caso diverso quello delle scuole dell’obbligo, a partire dunque dai sei anni d’età: autocertificazione o certificato vaccinale per chi è già in regola o, altrimenti, la domanda di vaccinazione per chi non lo è deve essere presentata entro il 31 ottobre.

Per quanto riguarda i numeri complessivi dei nati tra il 2001 e il 2017, risulterebbero duemila circa i bambini cui manca la prima dose della cosiddetta esavalente (difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus Influenzae tipo B, pertosse, poliomielite e tetano), 1.400 coloro in difetto per morbillo, parotite e rosolia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA