Vaccini, il piano  per la fase due  «Servono spazi»
Per la seconda fase della vaccinazione anti Covid, occorre che i Comuni mettano a disposizione spazi per poterla effettuare in sicurezza

Vaccini, il piano

per la fase due

«Servono spazi»

La riunioneConvocata la conferenza dei sindaci

per la somministrazione a ultra 80enni e pazienti fragili

Faro puntato sulla campagna vaccinale anti Covid rivolta alla popolazione, nella “Conferenza dei Sindaci” sulla sanità riunitasi in modalità online, sotto la presidenza di Marco Scaramellini, primo cittadino di Sondrio.

Ottanta i sindaci o loro rappresentanti collegati, da Valtellina, Valchiavenna, Valcamonica e Alto Lario, perché, il consesso, riunisce tutto il territorio dell’Ats della Montagna, pronti a recepire il piano d’azione varato da quest’ultima e riferito dal direttore generale, Lorella Cecconami.

«Un piano ancora in fieri, però, perché risente dell’andamento delle forniture di vaccino in corso - ha spiegato Marco Scaramellini -. Tutto dipende dalla disponibilità dei vaccini, ovvio, dopodiché Ats si sta attrezzando per garantire un avvio della campagna vaccinale pubblica in sicurezza. Il che significa - ha aggiunto il sindaco di Sondrio - prima di tutto, censire il numero dei medici di medicina generale che si rendono disponibili ad effettuare le vaccinazioni, e, subito dopo, capire le disponibilità dei sindaci a collaborare ed a mettere a disposizione spazi pubblici dove accogliere le persone destinatarie del vaccino».

Tenuto conto che parliamo di persone anziane, ultra 80enni, e di persone fragili, cioè con una serie di patologie, fermo restando che quelle che non possono muoversi verranno, certamente, vaccinate a domicilio. «Ats ci ha preavvisato circa il fatto che invierà a ciascun sindaco - ha detto Scaramellini - una lettera in cui chiederà collaborazione circa spazi da mettere a disposizione per organizzare le sedute vaccinali, sulla falsa riga di quanto già fatto, in alcuni casi, per la campagna antinfluenzale».

Tenendo presente, però, che effettuare la vaccinazione anti Covid è molto più impegnativo che effettuare l’antinfluenzale, perché richiede un’organizzazione e un’attenzione maggiori.

«Garantire la sicurezza è fondamentale - osserva Alessandro Innocenti, presidente dell’Ordine dei medici ed odontoiatri della provincia di Sondrio -, tenuto conto che occorre prevedere almeno una mezz’ora di tempo per paziente. Perché si tratta di raccogliere il consenso, con relativa firma, effettuare l’anamnesi, cioè chiedere conto, all’anziano, del proprio stato di salute, quindi, si procede all’inoculazione vera e propria, e, infine, c’è il periodo di osservazione».

Di almeno 20 minuti, da trascorrere in un ambiente diverso da quello in cui si effettua il colloquio iniziale col medico e da quello in cui si riceve la somministrazione. Ergo, la logistica sarà importante, e anche la disponibilità di personale medico ed infermieristico che sovrintenda a tutto il percorso.


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