Vaccini, ancora caos  Over 80 rimandati indietro  per l’errore della Regione
Confusione annunciata ieri mattina per le vaccinazioni: si sono aggiunti gli anziani non prenotati, spesso rimandati indietro (Foto by gianatti)

Vaccini, ancora caos

Over 80 rimandati indietro

per l’errore della Regione

Una mail li aveva invitati a presentarsi. Ma si è trattato dell’ennesimo errore della Regione

Tanta delusione, rabbia e anche qualche momento di tensione, con l’intervento di una pattuglia delle forze dell’ordine per riportare la calma.

Ieri mattina molti over 80 si sono presentati al centro vaccinale del Policampus di Sondrio convinti di ricevere, finalmente, la loro prima dose di vaccino anti-Covid dopo mesi di estenuante attesa e preoccupazione.

Era l’indicazione contenuta dalla comunicazione di Regione Lombardia, inoltrata poi da molti medici di base ai loro pazienti: se avete più di 80 anni, vi siete prenotati e non siete ancora stati chiamati, presentatevi e verrete vaccinati.

In realtà, le cose non sono andate affatto così e lo stesso accadrà nei prossimi giorni, come tiene a precisare il personale medico in servizio proprio al Policampus: «Si sono presentate abbastanza persone, convinte di essere vaccinate - ha spiegato uno dei dottori impegnati al centro vaccinale sondriese - Però noi abbiamo potuto prendere i loro nomi, facendo una lista e le chiameremo nei prossimi giorni. Purtroppo la comunicazione arrivata dalla Regione e poi ripresa dai media è stata sbagliata: se non si è convocati non si può arrivare ed essere vaccinati subito. Ci dispiace per chi arriva qui e pensa di ricevere la sua prima dose, ma è costretto a tornare a casa. Capiamo la delusione e la rabbia, ma qui abbiamo i vaccini che servono per rispettare il programma giornaliero e fare, al momento, le seconde dosi, quindi non possiamo fare altrimenti».

Un errore, l’ennesimo, dunque, dall’alto, da chi dovrebbe gestire la campagna vaccinale e anche ieri, come detto, la rabbia e la delusione sono state palpabili: «Dovevo ricevere la prima dose il 2 febbraio - ha raccontato Rita De Santis - ma non stavo bene e quindi il dottore mi ha consigliato di aspettare. Da allora, però, non sono stata più chiamata: poi è arrivata la mail di Regione Lombardia, ma la comunicazione si è rivelata sbagliata. Hanno combinato un pasticcio: qui, invece, poverini, vaccini in più non ne hanno e non possono fare diversamente».


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