Vaccinazioni, via alle verifiche. «Nessuno sarà lasciato fuori»
L’assessore Giulio Gallera a Morbegno (Foto by foto archivio)

Vaccinazioni, via alle verifiche. «Nessuno sarà lasciato fuori»

Dopo la scadenza del termine ci sono ancora dieci giorni di tempo

L’assessore Gallera: «I nostri centri controlleranno le inadempienze»

Il termine è scaduto il 10 marzo. Ma dal Pirellone garantiscono, che ci sono ancora dieci giorni di tempo, cioè fino al 20 marzo, per adempiere alla legge Lorenzin sull’obbligo delle vaccinazioni. Anzi l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallerava oltre e invita a stare tranquilli, assicurando che nessuno dei bambini iscritti agli asili nido e alle materne sarà lasciato fuori da scuola, sino alla fine dei controlli. Una verifica, quest’ultima, che spetterà, secondo quanto sostiene l’assessore, all’Ats. Controllo, che partirà solo dopo aver ricevuto dalle scuole la segnalazione della mancata consegna delle certificazioni necessarie da parte delle famiglie.
«Entro il 20 marzo, come da circolare ministeriale, le scuole ci invieranno gli elenchi di coloro che non hanno presentato la documentazione richiesta - ha testualmente detto l’assessore Gallera -. A quel punto saranno i nostri Centri vaccinali a verificare ogni singola situazione per accertare che dietro l’inadempienza ci sia l’effettiva volontà di non vaccinare i bambini e non un errore oppure una dimenticanza». Ciò premesso Gallera ha aggiunto: «Per questo motivo solo a conclusione di tale verifica si potrà effettivamente dichiarare l’inadempienza all’obbligo» e di conseguenza adottare tutti i provvedimenti del caso. Che per i minori da zero a sei anni non vaccinati si traduce nell’espulsione dalla classe, nella quale potrà far rientro - lo sancisce la normativa - solo presentando la documentazione necessaria, cioè dopo aver regolarizzato la propria situazione vaccinale. In pratica saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.
Diverso invece è il discorso per i ragazzi della scuola dell’obbligo (da 7 a 16 anni), per i quali, trascorso il termine, scatta la procedura. che può portare ad una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.
Tra una proroga e un’altra - una prima scadenza era stata fissata all’ottobre scorso - ora si assiste a questo rush finale per una legge, che ha fatto e continua a far discutere, con un rimpallo di responsabilità. Da una parte le famiglie, dall’altra le Ats, in mezzo le scuole e le rispettive segreterie, che hanno svolto il lavoro di comunicazione prima e di raccolta delle autocertificazioni o dei libretti vaccinali poi.
A prendere le difese delle scuole è sceso in campo Massimo Spinelli, responsabile regionale dell’Anp, l’Associazione nazionale dei presidi: «Siamo in mezzo alle beghe tra governo e regioni. Il governo indica come tassativa la scadenza del 10 marzo e la Lombardia, ad esempio, dice che il termine non è tassativo e che bisogna dare ulteriore tempo. Noi ci troviamo in mezzo, ripeto, come vasi di terracotta tra vasi di ferro».


© RIPRODUZIONE RISERVATA