Vaccinazioni, in pochi spostano la data   Intanto Livigno, a fatica, supera il 50%
Il centro vaccinale di Sondrio (Foto by gianatti)

Vaccinazioni, in pochi spostano la data

Intanto Livigno, a fatica, supera il 50%

Meno di dieci persone hanno deciso di cambiare l’appuntamento con il richiamo. La copertura con la prima dose è salita al 72,42%, mentre gli immunizzati sono quasi il 35%

In provincia di Sondrio si contano sulle dita delle mani le persone che, da venerdì a martedì, hanno chiesto di spostare la data del richiamo del vaccino anti Covid. Pochi, pochissimi gli abitanti che hanno deciso di approfittare di questa possibilità, offerta da meno di una settimana ma con la raccomandazione di procedere solo se davvero necessario.

E se nei primi tre giorni sono state 92mila le persone in Lombardia che hanno cambiato la data di somministrazione della seconda dose, non incide certo su questo importante numero il dato valtellinese e valchiavennasco. Un numero preciso non è stato fornito, ma si tratta di meno di una decina di persone nei primi 5 giorni.

Intanto prosegue, ma leggermente a rilento, la campagna vaccinale. Ieri mattina risultava vaccinato con prima dose il 72,42% della popolazione target, mentre sono quasi il 35% coloro che hanno ricevuto anche il richiamo e possono considerarsi a tutti gli effetti immunizzati.

E anche se Livigno resta il Comune meno “coperto”, anche nel Piccolo Tibet avanza la percentuale di vaccinati, e più del 50% dei residenti ha ricevuto almeno la prima dose.

A livello regionale, poi, è stato mancato, ma non certo per responsabilità del Pirellone o del governo, l’obiettivo di immunizzare tutti i lombardi entro la fine di giugno. La responsabilità, semmai, è da cercare nel mancato o ritardato rifornimento delle dosi di siero promesse.


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