Vaccinazioni in farmacia  Il debutto a Morbegno
Il dottor Mazzocchi alle prese con la vaccinazione

Vaccinazioni in farmacia

Il debutto a Morbegno

Ieri mattina le prime somministrazioni dal dottor Cesare Mazzocchi, unico per ora in provincia

Il “set” è perfetto. Area accoglienza con gel sanificante e sedute. Area vaccinazione nel soppalco, con tutto il “necessaire” per effettuare la punturina; area osservazione con, dovesse servire, non si sa mai, la bombola dell’ossigeno. Poi c’è l’area “rianimatoria, la “stroke unit”, dove Cesare Mazzocchi, titolare dell’omonima farmacia di via Garibaldi a Morbegno nonché presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Sondrio, ha sistemato i farmaci salvavita, in primis i “fast jet”, in gergo, cioè le “cariche” di adrenalina da 330 e da 500 microgrammi. E il pallone Ambu, che serve per la respirazione bocca a bocca, nel caso, anche qui non sia mai, dovesse capitare una reazione allergica grave.

Le dosi già preparate, quelle le conserva lui, il dottor Mazzocchi, in un recipiente bianco che non lascia un solo istante. «Da ciascun flaconcino di Johnson & Johnson - ripete - ricaviamo cinque dosi, ma il problema è che abbiamo tre ore di tempo massimo per inocularle. Per cui le fasi vanno organizzate e cadenzate. Ecco perché, fra sabato e lunedì, ho fatto venire prima i pazienti, per effettuare l’anamnesi. In modo da essere più tranquillo e sicuro in sede di somministrazione».

La prima seduta in assoluto, a livello di farmacie della provincia di Sondrio, è partita nella “Cesare Mazzocchi”, di Morbegno, ieri alle 10. L’unica abilitata, al momento, a livello provinciale. Con cinque appuntamenti fissati nella mattinata. Poi altri cinque sono seguiti nel pomeriggio, dalle 14 in avanti. E tutto è proceduto per il meglio.

A Morbegno c’era Luca Trapani, segretario di Federfarma Sondrio. «Per noi quella di oggi è una giornata storica - ha detto - perché il farmacista, somministrando il vaccino, è entrato in un settore in cui non aveva mai messo piede. Fare un’iniezione non rientra nelle nostre attività, anzi è sempre stato vietato. Quindi quello di oggi, per la categoria, è un grande salto di qualità. Riuscito, sembra, perché problemi non ne stiamo incontrando. Certo, non so quanto possa essere replicato altrove, perché, qui dal dottor Mazzocchi, ci sono locali dedicati e ci sono tanti collaboratori sui cui poter contare. Ma buona parte delle farmacie situate sul territorio, nei piccoli paesi, quelle rurali, sono spesso gestite da un solo professionista, che mai riuscirebbe ad allestire un servizio simile».


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