Vaccinazioni, due bambini sospesi
A inizio anno scolastico sotto i riflettori era finito uno degli altri istituti comprensivi della valle, il Bertacchi e la sua scuola per l’infanzia Novi

Vaccinazioni, due bambini sospesi

Valchiavenna, per i piccoli la scelta dei genitori è costata l’inevitabile provvedimento di carattere temporaneo. Il dirigente Minnai: «Non erano in regola e non abbiamo potuto far altro che applicare la legge, che è molto chiara».

Sono due i bambini temporaneamente sospesi dalle lezioni nei tre istituti comprensivi della Valchiavenna. Tutti alla scuola dell’infanzia Maggiora dell’istituto comprensivo Garibaldi. Per i due piccoli la scelta dei genitori di non vaccinarli è costata l’inevitabile provvedimento che, come rimarcato dal dirigente scolastico Massimo Minnai «rimane di carattere temporaneo».

Temporaneo, perché nel caso di un ravvedimento e di una regolarizzazione della posizione nulla osta al ritiro del provvedimento e al ritorno in classe. Provvedimento che sicuramente non è stato adottato volentieri, ma che a questo punto era inevitabile: «Ci auguriamo che nei prossimi giorni la situazione possa cambiare – spiega Minnai – e che tutti i nostri studenti regolarizzino la loro posizione. Nel frattempo non abbiamo potuto far altro che applicare la legge, che è molto chiara».

A quanto sembra la questione non sarà, però, risolta tanto in fretta, visto che i genitori sembrano orientati a non recedere dalla propria posizione: «Una scadenza andava messa – commenta Minnai – e un risultato l’ha ottenuto. Abbiamo tassi di copertura comunque molto alti, tali da garantire la cosiddetta immunità di gregge».

Il “problema vaccini” per i bambini delle scuole della Valchiavenna non è certo una novità. A inizio anno scolastico sotto i riflettori era finito uno degli altri istituti comprensivi della valle, il Bertacchi e la sua scuola per l’infanzia Novi. La posizione della dirigente scolastica Eliana Giletti era stata dura e rigorosa nel rispetto della legge. Niente bambini in classe se non vaccinati. Poi la questione era rientrata, anche per la proroga decisa dal nuovo Governo Conte.

Chi aveva deciso di adottare un atteggiamento più morbido, soprattutto perché la proroga era nell’aria, erano stati i dirigenti degli altri due istituti comprensivi. Il Garibaldi, appunto, e quello di Novate Mezzola. La proroga, ora, con la scadenza del 10 marzo, è terminata nonostante qualche tentativo in extremis di allungare ancora i tempi nel dibattito a Roma. Per quanto riguarda le altre scuole, non si registrano casi alla Bertacchi, così come non se ne registrano all’istituto comprensivo di Novate Mezzola. Qui chi doveva regolarizzare la propria posizione lo ha fatto in questi mesi. Casi di genitori magari scettici sull’obbligo vaccinale o forse disattenti rispetto alle scadenze piuttosto che no-vax irriducibili, insomma.

«Sulla questione dei vaccini, anche per quanto riguarda le scuole di Valtellina e Valchiavenna, ad oggi restano valide le indicazioni definite dalla “legge Lorenzin” - ha commentato il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Fabio Molinari - pertanto i dirigenti scolastici sono i responsabili dell’applicazione della legge all’interno delle proprie istituzioni».


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