Vaccinati, il mistero del 16%   Chi sono? Non si sa
Vaccinazione in una casa di riposo

Vaccinati, il mistero del 16%

Chi sono? Non si sa

In Regione un vaccinato su cinque non è né sanitario né anziano, da noi la percentuale è più bassa. Ma nessuno specifica a chi sono andate le dosi. In provincia di Sondrio parliamo di circa 500 persone

Furbetti del vaccino?

Se in Valtellina ci sono - non si sa ma è probabile - sono comunque meno della media regionale. La questione - piuttosto odiosa - è relativa alle persone che sarebbero state vaccinate senza rispettare le precedenze stabilite dalla normativa.

La denuncia era partita dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici e dalla Fondazione Gimbe, secondo cui in realtà il 51% delle dosi in Lombardia sarebbe stato somministrato andato a categorie non inserite nell’elenco di quelle da vaccinare in questa fase. Questi “imbucati” vanno cercati nel numero di vaccinati “non sanitari”.

Detto che i dati precisi non vengono forniti, possiamo però affermare che in provincia di Sondrio sono 3.154 le persone (ultimo dato disponibile) che hanno ricevuto la prima dose (e ora si sta proseguendo con la somministrazione della seconda dose) nell’ambito dell’Asst Valtellina Alto Lario. E fonti dell’azienda evidenziano come fra i vaccinati, il personale “non sanitario” rappresenti il 16,4% del totale, quindi parliamo di poco più di 500 persone. Fatto sta che queste sono persone vaccinate che non sono nè sanitari, nè anziani.

Il dato fornito dalla Regione Lombardia è quello del 21,1% di vaccini fatti finora su personale non sanitario, percentuale pubblicata dopo le critiche lanciate dai medici. Dato di qualche giorno fa non sappiamo quanto reale: ieri infatti il report del Gimbe dava la percentuale di vaccinati “non sanitari” in Lombardia al 37,18%. Comunque sia, da noi, la percentuale è assai più bassa sia dell’una che dell’altra.

È comunque doveroso affermare che questi “non sanitari” vaccinati, non significa che siano per forza irregolari. Si tratta, infatti, di persone che comunque “gravitano” attorno al mondo sanitario: personale amministrativo, operatori che effettuano lavori in case di riposo o ospedali (manutentori, chi trasporta i vaccini, ecc.) e che in ogni caso, hanno diritto di avere la somministrazione del vaccino anti-Covid.

Ma è in questo numero che si nascondono i “furbetti” di cui in questi giorni stanno parlando le cronache. Per fugare ogni dubbio, e garantire trasparenza in una questione così delicata, basterebbe rendere noti i profili delle persone che vengono vaccinate. Notizie che invece le Ats non diffondono. Non solo a Sondrio.


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