«Vaccinare tutti  per giugno»  Ma l’avvio è a rilento
La Regione ci vuole tutti vaccinati per giugno ma non ha ancora spiegato come potrà riuscirci

«Vaccinare tutti

per giugno»

Ma l’avvio è a rilento

Nessun dettaglio daIla Regione In Ats della Montagna ci sono 365mila persone in attesa

L’obiettivo resta quello di vaccinare, entro il prossimo giugno, tutti i 10,1 milioni di lombardi, ma, ad oggi, la data di avvio della campagna vaccinale di massa, quella che riguarda la popolazione al di sotto degli 80 anni, non c’è.

Più volte i giornalisti hanno incalzato, ieri mattina, in conferenza stampa, sia Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale anti Covid lombarda dal 2 febbraio scorso, e Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia.

Ma, una data, nessuno l’ha potuta fornire, neppure il governatore Attilio Fontana, «perché - ha detto -, ad oggi, non abbiamo ancora contezza delle dosi di vaccino su cui potremo contare per dare avvio alla campagna di massa».

L’organizzazione

Ciò non toglie che alla campagna ci si stia preparando «ed è necessario e doveroso farlo - ha incalzato Letizia Moratti -, perché noi dobbiamo farci trovare pronti». E di questa organizzazione si è parlato ieri, in Regione, dove, le idee appaiono chiare.

«Per poter vaccinare i 6,6 milioni di residenti in Lombardia ai quali è indirizzata la campagna di massa - ha detto Moratti -, occorre procedere ad un ritmo di 170mila dosi di vaccino al giorno, di cui 140mila (per la precisione 138.168) si calcola possano essere erogate dai 55 centri vaccinali massivi, individuati, allo scopo, e con massima disponibilità da parte dei Comuni, su tutto il territorio regionale, e 30mila dagli ospedali e ambulatori privati, dai medici di medicina generale, dalle farmacie, a domicilio e nelle aziende».

Con riguardo, in particolare, al territorio dell’Ats della Montagna, la popolazione interessata è pari a 365mila persone, ed i centri massivi attivati sono cinque, di cui quattro in provincia di Sondrio. Il Policampus del capoluogo, già attrezzato e in funzione come centro vaccinale, mentre da allestire sono i poli vaccinali al Palazzetto dello sport di Bormio, al Polifunzionale di Tirano (dovrebbe essere quello di Villa), e al Polo fieristico di Morbegno.

Realtà la cui potenzialità massima giornaliera è prevista in 414 somministrazioni a Sondrio, in 2.760 a Bormio, in altrettante a Morbegno, e in 1.104 a Tirano. Atteso che su Bormio e Morbegno verrebbero attivate 20 linee vaccinali, su Tirano otto, e su Sondrio, tre. Intendendosi per linee vaccinali, un pool costituito da un medico, addetto all’anamnesi, cioè alla stesura della scheda clinica del paziente, un infermiere, addetto all’inoculazione, e dal personale amministrativo dedicato all’accettazione ed all’accoglienza. Attivi su due turni giornalieri da 5,75 ore ciascuno, per una produttività oraria di 12 inoculazioni, aumentabili nei grandi centri massivi.


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