Vaccinare i turisti?  L’idea non è passata  Troppe le difficoltà
L’hub di Sondrio: non si potranno vaccinare i turisti

Vaccinare i turisti?

L’idea non è passata

Troppe le difficoltà

La proposta La proposta era stata lanciata da Moratti

Niente da fare. La proposta presentata pochi giorni fa alla Conferenza Stato-Regioni, da Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare, di aprire alle vaccinazioni dei turisti nei luoghi di vacanza, non è passata.

«Ne abbiamo discusso a lungo, ma purtroppo, è impossibile vaccinare i turisti per problemi legati alla disponibilità dei vaccini e alla loro tipologia, per ragioni logistiche e per il fatto che i medici si troverebbero a vaccinare persone senza sapere di chi si tratta - ha detto Letizia Moratti, venerdì in conferenza stampa -. Diverso, invece, il discorso relativo alla somministrazione del richiamo a quei lavoratori che dovessero fare rientro nella loro regione d’origine».

Un progetto da studiare

« Al riguardo è stato chiesto proprio a noi di redigere un progetto che porteremo mercoledì all’esame della Commissione salute della Conferenza Stato-Regioni. Ricordo che, da questo punto di vista, la Lombardia ha fatto molto, garantendo la prima dose di vaccino a 58mila lavoratori provenienti da altre Regioni del nostro paese. Ora l’obiettivo è permettere loro di rientrare nei loro luoghi di residenza, per le ferie, permettendogli di accedere agli hub dei loro territori per effettuare il richiamo».

Di più, evidentemente, non è stato possibile spuntare, anche se l’attesa era tanta, perché anche solo l’idea di dover rivedere i tanto agognati piani-ferie, in ragione della data del richiamo, per molti lombardi, e non solo, è impattante soprattutto dal punto di vista psicologico.

«Quello che noi abbiamo già fatto - ha precisato l’assessore Moratti - è stato ridurre al minimo le chiamate, sia per prime dosi sia per i richiami nelle due settimane clou per le ferie del mese d’agosto».

Dopodiché è pacifico per come sta procedendo la campagna vaccinale, che, buona parte della stessa, sia con riguardo alle prime dosi, sia con riguardo ai richiami, coinvolgerà in pieno i mesi estivi, per cui, non sarà facile, per molti, giostrarsi in modo da salvaguardare i periodi di ferie. Sapendo che, per AstraZeneca, il richiamo è, dal 10 maggio scorso, a 63 giorni anziché 78, e per Pfizer e Moderna è a 35 giorni, anziché a 21 il primo e a 28 il secondo. Qualcuno ci riuscirà, a combinare le cose, e qualcuno no.


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