«Vaccinare da noi i turisti»  La proposta trova consensi
L’idea è quella di favorire i turisti senza costringerli a tornare a casa per vaccinarsi

«Vaccinare da noi i turisti»

La proposta trova consensi

L’idea annunciata da Moratti sarà messa in discussione: trova consensi anche da noi, con qualche riserva

Dare la possibilità ai cittadini lombardi di vaccinarsi, anche in vacanza, a condizioni di reciprocità. È l’obiettivo cui punta Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare, che ha annunciato, ieri, di voler portare in discussione il tema nella prossima Commissione salute della Conferenza delle Regione in agenda per mercoledì.

«Noi, in Lombardia - sottolinea Moratti -, abbiamo vaccinato tutte le persone che lavorano nel nostro territorio, indipendentemente dalla residenza, per cui, credo sia auspicabile che la stessa possibilità possa essere data alle persone che si spostano verso altre regioni o per vacanza o per altri motivi».

Cosa che agevolerebbe i flussi turistici, da e per la nostra regione e, in particolare, la nostra provincia, dal momento che, in molti, anche in seguito all’estensione dei tempi della somministrazione della seconda dose, stanno facendo fatica a far collimare i tempi della vaccinazione con quelli delle ferie programmate.

«Ben venga questa soluzione, perché penso che più vacciniamo e meglio è - dice Gigi Negri, direttore del Consorzio turistico Terziere Superiore di Tirano e del Consorzio turistico di Morbegno -, sia che si parli di turisti, sia che si parli di residenti. E, in particolare mi riferisco ai nostri operatori, del turismo e del commercio. Perché ben vengano i turisti vaccinati e le possibilità di vaccinarli in loco, se necessita, ma, prima ancora, oserei dire, vacciniamo i nostri operatori».

«Mettiamo in sicurezza il nostro settore, perché ci sono persone in prima linea dal febbraio dello scorso anno, che non hanno mai mollato un attimo, e, per ovvi motivi di priorità, non sono ancora protette - aggiunge -. Penso alle cassiere dei supermercati, che, vedo, da mesi, ogni giorno, al loro posto, con la loro mascherina, e che ancora attendono il loro vaccino. Ecco, dico solo questo, stiamo già facendo molto e bene, e andiamo avanti così, accelerando sempre più con i vaccini».

A fare eco a Gigi Negri è anche Luca Moretti, presidente dell’Apt di Livigno, una delle località che è stata più esposta al Covid e, al momento, la meno protetta dal punto di vista vaccinale per effetto dell’età media molto bassa della popolazione. Che, per conformazione ed isolamento geografico, potrebbe essere considerata un’“isola”, in montagna, da vaccinare al pari delle isole propriamente dette.

«Vaccinare in loco i turisti va bene, tutto quel che aiuta il turismo di montagna, praticamente distrutto, va benissimo - assicura Moretti -, anche un’attenzione particolare, dal punto di vista della copertura vaccinale dei nostri operatori, servirebbe, ma non vorrei addentrarmi in un terreno scivoloso. Ancora una volta, proteggendo le isole, verso le quali non ho nulla in contrario, si è favorito il mare rispetto alla montagna, martoriata. Consola la richiesta che abbiamo. Vogliamo aprire il 12 giugno e, già per quella data, fioccano richieste che coprono i 3/4 della località».


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