«Una vita spesa per la cultura»  Dell’Oca adesso è cavaliere
La consegna dell’onorificenza dalle mani del prefetto Giuseppe Mario Scalia

«Una vita spesa per la cultura»

Dell’Oca adesso è cavaliere

Prima insegnante poi direttrice del Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio. Giovedì la cerimonia in Prefettura

In quelli che Angela Dell’Oca definisce una «lunga cavalcata» – parliamo dei 32 anni come direttrice del Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio e dei primi come insegnante nei licei di Sondrio e Tirano – numerose sono le iniziative intraprese a favore dell’arte e della cultura valtellinese, per la sua tutela e valorizzazione.

Un impegno che è stato premiato con la consegna dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica italiana ad Angela Dell’Oca, conferita con decreto del 10 ottobre scorso dal presidente della Repubblica ed attuata ieri dal prefetto, Giuseppe Mario Scalia. La cerimonia si è svolta in Prefettura alla presenza del marito di Dell’Oca, Miro Fiordi, presidente del Credito Valtellinese, di Elvira Antonelli, sostituto procuratore della Repubblica, Gerardo Acquaviva, questore, Paolo Ferrarese comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Manucci, comandante provinciale della guardia di finanza, don Corrado Necchi, vicario episcopale, don Marco Zubiani, arciprete di Sondrio, e dei famigliari e amici di Dell’Oca Aurelia Lombardin i, Carlo Dell’Oca, Paola Rainoldi, Mariarosa Gargiulo e Maria Marchetti.

«I miei sinceri apprezzamenti a Dell’Oca per un impegno non comune e per il modo esemplare con cui ha portato a termine progetti artistici che hanno valorizzato il territorio - ha detto il prefetto, dopo aver dato lettura del curriculum della premiata -, esaltando, con documenti di studio, la bellezza e la ricchezza dell’arte che è anche uno strumento educativo. I giovani hanno sete di ciò, ne avvertono il bisogno anche per bilanciare l’astrattezza e la meccanicità di alcuni modi o stili di vita». Scalia ha ricordato le innumerevoli pubblicazioni che hanno consentito di far conoscere i tesori nascosti del patrimonio storico-artistico della Valle. Pertanto «l’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica Italiana è un giusto e doveroso riconoscimento che dà lustro ed onora l’intero territorio della provincia di Sondrio», ha concluso il prefetto.

Dell’Oca, nel suo discorso, ha ringraziato in primo luogo la famiglia, «punto di partenza quotidiano - ha affermato - per affrontare le sfide, piccole e grandi, che sempre si presentano quando si cerca di progettare il nuovo, di volgere in positivo situazioni e contesti non sempre favorevoli», poi i collaboratori già in pensione o ancora in servizio che «mi hanno sopportato – ha aggiunto - quando li trascinavo in avventure in cui mi pareva di scorgere qualcosa di bello, da tradurre in progetti e realizzazioni concrete, mi hanno dato fiducia in ogni occasione e si sono coinvolti con dedizione e competenza». Infine un augurio a che si aprano «maggiori opportunità per i giovani d’oggi, possibilità reali di sviluppare le competenze raggiunte, di mostrare nuove idee in materie e ambiti così stimolanti come quelli di natura culturale».


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